Piccolo ricordo di Enzo Bearzot. Il Vecio avrebbe compiuto 90 anni

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui


Caro Enzo,

Lunedì 26 settembre avresti compiuto 90 anni e chissà quanti festeggiamenti ci sarebbero stati, come fu per i tuoi 80, quando ti fecero una festa a sorpresa e tu eri attorniato dai tuoi ragazzi, che portasti al trionfo nel Mondiale ’82. Mancava il tuo amato Scirea, ma era presente sua moglie, che ti fece sentire tutto il suo affetto. Sei stato il primo allenatore (mi permetto di darti del tu, spero non ti spiaccia)che vidi in vita mia: era il 1982, avevo da pochi mesi compiuto cinque anni e il mondiale spagnolo fu la prima manifestazione che vidi in televisione. L’apparecchio era ancora in bianco e nero, ma quanto fascino emanavano quelle partite! E poi ti intravidi, con uno sguardo sicuro ma con un’aria estremamente familiare, lontana dai modi di fare degli allenatori attuali. Il trionfo fu anche ma sopratutto tuo: un degno premio per te, che difendesti a spada tratta i tuoi ragazzi e che avvallasti il loro silenzio stampa contro tutto e tutti.

Leggi anche:  Europei pallavolo maschile, l'Italia brilla e vola in semifinale

Ho ancora negli occhi la tua prima intervista da campione del Mondo, sudato e trafelato nel campo del Bernabeu, quando dicesti che la tua Italia era “una zattera in mezzo all’oceano ” e che i tuoi ragazzi avevano saputo essere ” grandi uomini e non solo grandi atleti “. Ho ancora i brividi nello scrivere queste parole. Da buon condottiero, affondasti con la squadra nel mezzo disastro di Messico ’86, quando Platini rispedì a casa un’Italia spenta. Come forse già sai, non avvallai mai le scelte di quel Mondiale, ma le rispettai sempre con onestà ed educazione. All’indomani di quell’eliminazione decidesti, da uomo retto ed onesto, di rassegnare le dimissioni, anche se ti venne conferito un incarico di coordinamento: un incarico che forse sembrava un qualcosa solo di decorativo. Caro vecchio Enzo: forse non ti piacerebbe il calcio attuale, troppo pieno di stranieri nel nostro campionato. Sono certo però che avresti dolci parole per i talenti azzurri attuali: da Chiesa, a Belotti, a Immobile. Sono anche sicuro che farai sempre il tifo per noi. Grazie di esserci stato in quel 1982, perché con te imparai ad amare il calcio.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: