Santiago Bernabeu: teatro di sconfitte ma anche di altrettanti vittorie per le italiane

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

Il Santiago Bernabeu è un pezzo fondamentale di Madrid, lo riconosce anche chi il Madrid lo detesta. Maestosamente piazzato nel barrio borghese di Chamartin in questi 60 anni di vita l’impianto del Madrid ha visto la città crescere e trasformarsi attorno al suo tempio pagano, venerato e odiato dalla popolazione indigena, mitizzato da quella straniera: il Museo del Bernabeu nel 2015 superò per la prima volta il milione di visite. Qui le italiane o la Nazionale azzurra hanno vissuto notti di amarezze, ma anche grandi vittorie, entusiasmanti e rocambolesche. Il Santiago Bernabeu di Madrid può essere l’Olimpo per qualsiasi attaccante, ed  è un motivo in più per credere come gli azzurri stasera proveranno emozioni speciali. Quelle che solo l’epica calcistica sa anabolizzare e che alcune stelle del calcio ci raccontano.

Tutti gli sportivi o chi segue lo sport si ricorderà della finale di Coppa dei Campioni vinta dal Milan nel 1969 contro l’Ajax o quella di Champions andata all’Inter nel 2010 contro il Bayern Monaco. Logico però che la madre di tutte le vittorie al Bernabeu non può che essere il successo contro la Germania nella finale del Mondiale 1982, quello che ebbe il potere di ricollegarci alla gloria azzurra di un calcio d’anteguerra che avevamo sempre rimpianto.

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Prima della grande pipa e dell’esultanza di Pertini nel 1982, quando Pierino Prato il 28 maggio 1969 spazzò via l’Ajax di un giovanissimo Johan Cruijiff che però dovette inchinarsi davanti alla tripletta di Prati e al 4-1 conclusivo. L’emozione di queste vittorie che si prova al Bernabeu deve essere un messaggio che vale anche per l’Italia: giochiamocela e vediamo se sono più forti di noi. Tanto poi al Mondiale in un modo o nell’altro si può andare lo stesso.

A inizio duemila a modo suo fece tanto anche Francesco Totti che, segnando il gol partita al Real Madrid, consentì a un nostro club di tornare a vincere in quello stadio. Era il 30 ottobre 2002 e per ritrovare i sorrisi italiani nella casa blanca bisognava ritornare indietro al 1967, all’Inter di Helenio Herrera. Un altro campione Alessandro Del Piero, grazie a una doppietta, il 5 novembre 2008 aveva guidato la Juventus a battere il Real in casa propria per 2-0. Mentre per quanto riguarda l’Inter a soli 19 anni il mitico Adriano il 14 agosto 2001 si presentò al mondo con una punizione folgorante, utile all’Inter per sbancare Madrid (1-2) e a lui per scalare le gerarchie degli attaccanti più forti del mondo.

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Non poteva mancare in questa carrellata di emozioni il trionfo dell’Inter di Mourinho il 22 maggio del 2010 quando con l’Inter battè 2-0 il Bayern Monaco. Anche in questo caso fu doppietta, quella del Principe Milito. Ultimamente lo scorso anno nella sfida Champions tra Napoli e Real Madrid, Lorenzo Insigne poco più di sei mesi fa ha segnato quella rete che aveva portato il Napoli in vantaggio in casa del Real. Certo, fu un imprevedibile arcobaleno creatosi prima che scoppiasse la tempesta, ma Madrid quella notte ha tremato. E come stava per fare Insigne di mettere paura agli spagnoli del Real, l’Italia sempre con l’attaccante del Napoli in squadra come non potrebbe provarci per la vittoria finale.

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