Sassuolo-Juventus 1-3: le pagelle dei bianconeri. Dybala incanta, Matuidi mette ordine.

Pubblicato il autore: alessandro marone Segui

Dopo la sonora sconfitta in Champions contro il Barcellona, arriva puntuale la reazione della Juventus, che, al Mapei Stadium, doma il Sassuolo nel lunch-match grazie alla tripletta di un incontenibile Paulo Dybala. Quarto successo consecutivo per i bianconeri di Max Allegri, che agganciano l’Inter a punteggio pieno in vetta alla classifica. Terzo k.o. di fila per i neroverdi di Bucchi, fermi a quota un punto.

Le pagelle dei bianconeri

BUFFON:  6. Poco chiamato in causa, il capitano della Juventus e della Nazionale non ha colpe sul gol neroverde. Compie l’unica parata su un sinistro di Politano dal limite dell’area e ci mette la manona sul tentativo da distanza ravvicinata di Falcinelli (segnalato un fuorigioco che non c’era).

LICHTSTEINER: 5,5. Lo “Swiss Express”, escluso (discusso) e di lusso dalla lista Champions, si addormenta in occasione della sventagliata per Adjapong, poi cade in area di rigore come un birillo. Per il resto gara diligente sulla corsia destra, si propone in fase offensiva sovrapponendosi a Cuadrado.

RUGANI: 6. Puntuale ed elegante nelle chiusure difensive, sbroglia alcune situazioni potenzialmente pericolose. Si fa saltare netto in un’occasione da Falcinelli nella ripresa.

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CHIELLINI: 6,5. Più efficace e concreto del compagno di reparto, pochi fronzoli e zero problemi se c’è da sparare la palla in tribuna. Assieme a Rugani tiene a bada Falcinelli e Politano. Nella ripresa dà a Dybala una gran palla in profondità con l’esterno sinistro, non una delle specialità del suo repertorio.

ALEX SANDRO: 6,5. Asfalta con esuberanza la corsia mancina. Abbina gamba ed una notevole progressione ad una tecnica più che discreta. Sforna cross tagliati ed invitanti, si mette in mostra anche con alcune diagonali e ripiegamenti difensivi, si fa ammonire ingenuamente.

PJANIC: 6. Cervello e playmaker del centrocampo, sbaglia qualche appoggio di troppo in fase di impostazione e a volte appare un po’ “molle”. Suo il primo tiro del match, impegna Consigli con un destro di prima intenzione dal limite.

MATUIDI: 7. Esperienza da vendere, mette ordine ed equilibrio in mezzo al campo e raramente perde un pallone. Copre una superficie di campo impressionante, macina chilometri e, dei due centrali, è il centrocampista che si propone nelle incursioni in area avversaria: tanta sostanza, polmoni d’acciaio, ma anche piedi (soprattutto il sinistro) buoni. Il francese cerca spesso di superare gli avversari con un tunnel e sfiora l’eurogol con un gran tiro da fuori area.

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CUADRADO: 7. Spunti, guizzi e dribbling. Quando parte con le sue accelerazioni in campo aperto sono dolori per la retroguardia neroverde. Prova convincente del colombiano che parte forte e cala leggermente nelle ripresa. Suo l’assist per il secondo gol di Dybala, Adjapong si immola e gli nega la gioia del gol. Fa esclamare un “ooooh” ai tifosi con una rabona in area avversaria.

DYBALA: 8,5. Gli bastava un gol per celebrare la 100° presenza in bianconero e realizzare la cinquantesima marcatura, la “Joya” esagera e ne fa addirittura tre. Uno spettacolo vederlo giocare, l’argentino svaria sul fronte offensivo tornando fino a metà campo a prendersi il pallone ed incanta al Mapei Stadium. Un sinistro di prima intenzione all’incrocio dei pali, una “puntata” da giocatore di calcetto in un fazzoletto di spazio e una pennellata su calcio di punizione: più che Dybala mask, Dybala show. Ottava rete in quattro partite di campionato: incontenibile, quasi illegale.

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MANDZUKIC: 7. Il prototipo del calciatore al servizio della squadra. Se la Juve può permettersi questo sistema di gioco, il merito è anche di questo giocatore che non è un’ala, ma corre come un terzino e lotta come un gladiatore. Generosità encomiabile, raramente sbaglia un appoggio e non si risparmia mai: la sua applicazione e grinta agonistica sarebbero da esempio per molti. Nella prima frazione di gioco ferma una ripartenza pericolosa del Sassuolo, dopo che pochi istanti prima era stato protagonista in area neroverde: indemoniato, prezioso, uomo ovunque.

HIGUAIN: 5,5. Dopo la prestazione opaca di Barcellona, condita da sostituzione e “dito medio” ai supporters blaugrana, il “Pipita” non incide e resta a secco al Mapei Stadium. Cerca il fraseggio con Dybala, spreca una buona occasione non inquadrando il bersaglio, in un’altra circostanza si coordina bene, ma trova l’opposizione di un reattivo Consigli. L’argentino (ancora escluso dalla lista dei convocati in Nazionale) appare appesantito e macchinoso, ancora in cerca della migliore condizione. Finisce la gara acciaccato e dolorante alla caviglia dopo un contrasto con Paolo Cannavaro.

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