Semedo, terzino d’assalto del Barcellona che sfida la Juventus. Lanzafame sulle orme di Puskas

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Semedo. il nuovo Dani Alves sfida la Juventus

Semedo, sulle orme di Dani Alves. E’ costato 30 milioni di euro, tanto ha speso il Barcellona per prelevarlo dal Benfica. Nelson Cabral Semedo fa parte di quel processo di svecchiamento blaugrana del nuovo ciclo firmato Ernesto Valverde. Terzino con licenza di attaccare, Semedo è nato a Lisbona il 16 novembre 1993. Ha mosso i primi passi calcistici nel Sintrense, poi una stagione al Fatima prima di arrivare al Benfica. In biancorosso è rimasto per quattro stagioni, le prime due nella squadra B. 177 cm per 65 kg Semedo è il classico esterno basso a cui piace molto attaccare, ma senza dimenticare la fase difensiva. Dopo l’addio di Dani Alves il Barcellona ha faticato a trovare l’erede del campione brasiliano, oggi al Paris Saint Germain. Aleix Vidal ha fallito, Sergi Roberto è un adattato ad un ruolo molto delicato. Il Barcellona gioca da decenni con il 4-3-3 e quando si gioca con i tre centrocampisti sono i terzini a dover dare l’ampiezza del campo. Semedo quindi dovrà avere il non facile compito di sostituire un mito come Dani Alves. L’inizio sembra incoraggiante, visto che Valverde lo ha lanciato titolare nel derby contro l’Espanyol. Ora il giovane terzino portoghese aspetta la conferma nei grandi match, a partire da quello di questa seta contro la Juventus. I bianconeri, a loro volta costretti a sostituire Dani Alves, avevano pensato a Semedo, così come l’Inter. Il Barcellona ha però anticipato la concorrenza accaparrandosi le prestazioni dell’ex Benfica. Il tempo dirà se Semedo è all’altezza dei grandi terzini del Barcellona, stasera il primo vero esame per lui contro i vice-campioni d’Europa della Juventus.

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Semedo sulle orme di Dani Alves, Lanzafame su quelle di Puskas

A 20 anni sembrava essere l’astro nascente del calcio italiano. Davide Lanzafame aveva fatto meraviglie nella primavera della Juventus e mezza serie A era in fila per averlo. Di madre torinese e padre siciliano il giovane Davide comincia  la sua avventura nel Bari di Antonio Conte. Nella stagione 2007/2008 Lanzafame gioca 37 partite realizzando 10 gol. Esaltato nel 4-2-4 di Conte Lanzafame sembra ormai essere pronto per il salto in serie A. La stagione successiva infatti arriva al Palermo, che lo prende in comproprietà nell’operazione che porta Amauri alla Juventus. L’avventura in rosanero però dura solo pochi mesi. A gennaio 2009 torna al Bari, in serie B. I pugliesi, guidati da Conte, centrano la serie A. Lanzafame torna per fine prestito al Palermo. I siciliani però non puntano su di lui e lo cedono, a titolo temporaneo al Parma. In gialloblu Lanzafame vive una buona stagione, con 27 presenze e 7 gol. A fine stagione Palermo e Juventus rinnovano la comproprietà e Lanzafame torna a Torino.

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Brescia, Catania e Grosseto sono le sue ultime tappe italiane prima dell’avventura ungherese. Infatti Lanzafame va all’Honved, la storica squadra del leggendario attaccante ungherese Ferenc Puskas. A giugno 2013 torna al Catania, che viene investito da una scandalo scommesse. Lanzafame sta fermo un anno, poi ad agosto 2014 da svincolato si accasa con il Perugia. A gennaio 2016 c’è il passaggio al Novara, dove però resta solo sei mesi. Dopo tre anni Lanzafame torna all’Honved, dove nella passata stagione vince il titolo nazionale d’Ungheria. D’accordo, i magiari non saranno la mitica squadra di Puskas e compagni, ma vuoi mettere raccontare ai nipotini di aver giocato con la maglia di uno dei più grandi calciatori della storia del calcio? Lanzafame lo potrà fare.

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