Serie A i numeri parlano chiaro, almeno metà delle squadre non incidono sul risultato finale

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

Loghi Serie A 2017/2018

Siamo alle porte della sesta giornata di Serie A e in giro si sentono voci inquietanti che parlano di “campionato bellissimo”. “Finalmente un campionato equilibrato con diverse squadre a lottare per il vertice”. Non sono proprio voci da bar ma affermazioni più o meno parafrasate che si sentono in giro durante trasmissioni sportive o su giornali di diversa caratura.
Proviamo però a fare un piccolo gioco: dividiamo le 20 squadre di Serie A in 3 categorie in base al blasone, ai risultati ottenuti nelle ultime stagioni e alle disponibilità economiche:

  • Categoria A: Juventus, Napoli, Inter, Roma, Milan, Lazio
  • Categoria B: Sampdoria, Atalanta, Torino, Fiorentina
  • Categoria C: Bologna, Sassuolo, Cagliari, Udinese, Chievo, Spal, Genoa, Verona, Crotone, Benevento

Per vincere il campionato servono solitamente circa 90 punti (vedi le ultime stagioni tranne la super Juve di Conte). Come può una squadra della Categoria A (tra cui presumibilmente si nasconde la vincitrice del campionato) arrivare a quella cifra?

Un modo semplice sarebbe questo: Vittorie in casa e in trasferta con le squadre della categoria C (60 punti); vittorie in casa e almeno due vittorie fuori casa, senza sconfitte, con le squadre della categoria B (20 punti) e ciò che resta negli scontri diretti (una decina di punti).

Leggi anche:  Juventus, Allegri: “Dybala e Morata salteranno i match con Chelsea e Torino”

Questo vorrebbe dire che metà delle partite (10 avversarie su 20) non incidono sulla classifica finale. E sembra proprio questa la strada che si sta seguendo in questo campionato e in parte anche in quello scorso.
Chiaramente bisogna aspettare la fine del campionato per esserne sicuri, ma già l’anno scorso la Juventus ha seguito questo percorso; si spera che quest’anno almeno un’altra squadra (probabilmente il Napoli) possa fare lo stesso per dare più pepe alla Serie A.

Seguendo questo ragionamento si potrebbe concludere che fino ad ora non è successo praticamente nulla, se non la vittoria del Napoli a Roma con la Lazio o la vittoria dell’Inter sempre in trasferta con la Roma. Era già preventivabile prima dell’inizio del campionato, ma in questo modo si capisce ancora di più come siano fondamentali gli scontri diretti per l’assegnazione dello scudetto.

Leggi anche:  Serie C, Foggia-Juve Stabia 1-1: a Panico risponde Nicoletti

Sempre nell’ambito della divisione in Categorie un altro dato interessante si può evincere. In queste prime 5 giornate la somma dei punti delle squadre della Categoria A (appena 6 squadre = 74 punti) è maggiore di quella di tutte le altre squadre messe insieme (Categoria B= 32 punti, Categoria C = 32 punti; totale 64 punti).

Ovviamente questi numeri presi così da soli non significano nulla ma paragoniamoli a quelli dei campionati scorsi: Anno 2014 dopo 5 giornate le squadre della Categoria A avevano 59 punti (5 in meno) e il campionato vedeva al terzo, quarto e quinto posto rispettivamente Udinese, Sampdoria e Verona.
Anno 2015 i punti delle squadre della Categoria A erano addirittura 54 (10 in meno) e al secondo posto compariva alla quinta giornata la Fiorentina, seguita da Sassuolo, Chievo e Sampdoria.

Ancora una volta stiamo assistendo al livellamento verso il basso del nostro calcio. Non esistono più le squadre di medio livello che rappresentano il vero valore aggiunto di un campionato. Non consideriamo nemmeno la Premier League dove praticamente non esistono squadre di Categoria C e chiunque può sognare in grande (esempio lampante il Leicester di Ranieri) , ma facciamo l’esempio della Liga. Nonostante i dati di questo campionato siano “drogati” da due super squadroni che vincono ormai da anni (Real Madrid o Barcellona, eccezion fatta per l’Atletico Madrid del 2014),  le squadre di medio livello lottano sempre per posti di vertice. Basti pensare che quest’anno il Siviglia è secondo a 13 punti e squadre come Valencia, Real Sociedad o Levante hanno 9 punti. Per non parlare del Betis Siviglia, corsaro a Madrid contro il Real nell’ultimo turno.Sanabria

Leggi anche:  Sampdoria, D’Aversa: “Ottime prestazione, ma dobbiamo ragionare sugli errori commessi”

Questo dato dovrebbe farci riflettere sia sulla bontà del nostro campionato, sia su tutti quei giudizi affrettati che vengono dati dopo partite con squadre non propriamente all’altezza.
Come al solito servirà aspettare la primavera per capire chi potrà seriamente ambire a vincere il campionato, ma bastano anche solo 5 giornate per essere certi che anche questo campionato per molte squadre sarà già finito a Febbraio.

  •   
  •  
  •  
  •