Un “nuovo” Napoli: quali limiti?

Pubblicato il autore: ANTONIO CIMMINIELLO Segui

Sei vittorie consecutive nelle prime sei gare di campionato, una media di più di tre goal circa a partita. Il tutto unito ad un gioco spumeggiante, dove almeno un colpo di tacco non manca in gara. Numeri e prestazioni promuovono  a pieni voti il Napoli di mister Sarri in questo primissimo scorcio di stagione. Ma se il bel gioco-caratterizzato tra l’altro anche da velocità ed un’applicazione maniacale degli schemi- ormai rappresenta un marchio di fabbrica di questa squadra da ormai tre stagioni, quest’anno sembra emergere una caratteristica in più, chiamata comunemente ” gioco sporco”. Che cosa significa? Che il Napoli sembra non disdegnare la gestione della palla nei momenti topici, né tantomeno capitalizzare il risultato, anche sacrificando magie balistiche o geometrie perfette, al fine di portare la vittoria a casa. E questo fanno del Napoli davvero una “nuova” squadra, consapevole della sua forza ma non per questo disposta solo a specchiarsi, lasciando per strada punti preziosi, come accaduto in passato. Una squadra finalmente cinica, quindi, che preferisce utilizzare proficuamente la sua esplosività: non a caso, in più partite gli azzurri hanno rimontato l’iniziale svantaggio, mostrando nella difficoltà il proprio solito potenziale. Vincere, e non importa come, questo sembra il nuovo leit motiv di Mertens e compagni. Ma può ancora trovarsi a questo punto un limite nel “nuovo” Napoli? C’è un aspetto da non sottovalutare: questa squadra, pur protagonista di un gioco corale a tratti perfetto, non può prescindere da alcune individualità. Si pensi alla spinta di Hysaj e Ghoulam (quest’ultimo in grande spolvero), al dinamismo di Allan, agli inserimenti di Hamsik, ai goal e tocchi di Mertens, e questo senza dimenticare la solidità di Albiol e Koulibaly. Ma cosa succede se non tutti gli undici titolari sono in giornata di grazia? Se sulla carta sembrano non mancare sostituti all’altezza, il campo ha già dimostrato che non è sempre così. Maksimovic continua a stentare, Zielinsky sembra peccare di discontinuità, Rog è un diamante grezzo che chiede ancora tempo per una completa disciplina tattica, giusto per citarne alcuni. E nel frattempo si deve fare i conti con il nuovo, lungo infortunio di Milik. Sarri ha compreso che non può evitare il turn- over, memore dell’esperienza delle annate precedenti, dove i punti cardine sono arrivati al rush finale di stagione praticamente senza forze. L’organico a disposizione gli consente il ricambio, ci mancherebbe pure mettere in discussione la sua classe. Ma probabilmente, solo se i cosiddetti sostituti sapranno mostrarsi veramente pronti sotto ogni punto di vista, sia dal primo minuto che a partita in corso, forse quella magica parola il cui suono manca da ormai 27 anni potrebbe tramutarsi in realtà. E senza che il più arduo ostacolo del Napoli venga a essere rappresentato dal Napoli stesso.

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Antonio Cimminiello

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