Verona: numeri impietosi ma c’è ancora tempo per rimediare

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

E’ un momento innegabilmente nero per l’Hellas Verona dopo la sconfitta casalinga contro una pimpante Lazio. L’aspetto peggiore della vicenda, almeno legato alla gara di domenica, è che reazione ce n’è stata ben poca da parte degli uomini di Pecchia, tanto che la truppa di Inzaghi ha segnato senza difficoltà alcuna la terza rete. Si è scatenato nuovamente Ciro Immobile con una bella doppietta, che ha chiuso in sostanza la partita dopo la prima frazione di gioco. L’aspetto che fa maggiormente rabbrividire è rappresentato dal fatto che, confrontando i numeri dell’Hellas Verona dell’ultimo campionato di serie A (2015/2016), la squadra attuale ne esce fortemente penalizzata. Due stagioni fa (nella recente l’Hellas era ovviamente in serie B), la squadra allora allenata da Mandorlini aveva tre punti, frutto di tre pareggi (Roma, Torino ed Atalanta)e tre sconfitte (Genoa, Inter e Lazio, come proprio domenica). A differenza di questo Verona, le reti segnate erano ben 5 contro 1 di questa stagione; in quanto a reti subite, nella stagione della retrocessione erano solamente 9 mentre adesso sono già 14 ossia quasi il doppio, a parità di giornate
(6). Nella stagione 2015/16 Mandorlini venne esonerato alla 14° giornata, dopo aver collezionato la miseria di 6 punti. Gli subentrò Del Nero, che nelle restanti 24 ne colse appena 22. L’Hellas scese in B con tre giornate di anticipo, il 25 aprile 2016, nonostante una vittoria casalinga col Milan a tempo scaduto. Poi la risalita (faticosa) in serie A all’ultimo tuffo. I tifosi tremano: la squadra è stata con la porta inviolata solo in due occasioni, peraltro due occasioni ghiotte con due squadre alla portata (col dovuto rispetto)come Crotone e Sampdoria. Certo, oggi come allora (ma più allora)c’è l’alibi degli assenti ma due anni fa si trattò di arieti come Toni e Pazzini. Si dice che la dirigenza si stia guardando attorno: Reja, Iachini e Ballardini sono i possibili sostituti: il tempo stringe e il campionato va avanti. Regna lo sconforto tra i giocatori, che sembrano bloccati. Pazzini si batte ma non riesce a segnare: Cerci ha marcato (anche per guai fisici) solo tre presenze, con 180 minuti totali. Caceres è ancora sottotono mentre Romulo va a corrente alternata. Domenica mancava anche Bessa e il quadro sembra completo. Si dice che Pecchia sia all’ultima spiaggia, anche se lui ha dichiarato che è dalla prima partita che si sente all’ultima spiaggia. Il calendario, almeno all’inizio, è stato impietoso: le romane e il Napoli, oltre alla Fiorentina, nelle prime sei giornate: però è vero che se non segni contro Crotone e Sampdoria allora le cose si mettono davvero male. Cicerone soleva dire che “mala tempora currunt sed peiora parantur”, spiegando che i tempi sono grigi ma ci si prepara al peggio. L’importante è che il peggio non arrivi: tempo per rimediare ce n’è (ci sono ben 96 punti in palio, visto che mancano 32 giornate alla fine,ndr). Adesso ci sono Torino, Benevento e Chievo: vista la crisi dei campani bisogna cercare di sbloccare la voce vittorie in quella gara, fermo restando che anche all’Olimpico di Torino ci dovranno essere 11 leoni, sperando almeno in un pari, ma desiderando l’intera posta. Se no si cambierà timoniere, sperando di dare la giusta scossa alla squadra.

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