Allegri critico sul Var: “Le sfide scudetto dureranno 4 ore”. I dati smentiscono il tecnico bianconero

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui


Ieri sera al termine di Atalanta Juventus, Allegri si è presentato davanti alle telecamere scuro in volto. I bianconeri sono stati raggiunti sul 2-2 dal gran colpo di testa di Cristante e possono recriminare non solo per l’errore dal dischetto di Dybala, ma anche e soprattutto per il 3 a 1 di Mandzukic annullato dall’arbitro Damato dopo aver consultato il Var per un fallo di Lichtsteiner ad inizio azione,

Proprio il VAR, il nuovo strumento messo a disposizione dei fischietti sembra non piacere al tecnico livornese, che, durante le interviste più volte ha ricordato che il sistema di video review non è mai stato di suo gradimento sin dalla sua introduzione, a prescindere dagli episodi. Queste le dichiarazioni a riguardo del tecnico juventini: «Gli episodi decisi con il Var? Non giudico, dico solo che se vogliamo far diventare il calcio un “non sport” allora continueremo ad usare il Var su situazioni soggettive. Poi in primavera gli episodi saranno così determinanti che le gare dureranno quattro ore come negli sport americani, e ci si dovrà organizzare anche per gli spettatori».

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Dichiarazioni condivisibili o meno, ma senza entrare nel merito degli episodi della gara di ieri sera, è un dato di fatto che gli errori arbitrali ci sono ancora e ci saranno. E’ altrettanto vero però che gli stessi sono anche diminuiti in maniera vertiginosa. Gli arbitri, inoltre, sembra abbiano accettato di buon grado questa nuova tecnologia, che a parte in un paio di situazioni dove è stata utilizzata erroneamente (si discute la modalità dell’utilizzo, ma non la bontà della decisione) ha “cancellato” errori gravi che si sarebbero portati dietro un’ondata di polemiche senza fine. Non viene intaccata nemmeno la discrezionalità dell’arbitro, il quale ha sempre l’ultima parola. Per quanto riguarda il discorso del tempo, in realtà le partite stanno durando tra i due e i tre minuti di media in più. Per visualizzare l’episodio un arbitro impiega meno di un minuto, ed è tutto tempo che poi verrà recuperato. Allo stadio, poi, i tifosi restano con il fiato sospeso ad aspettare la decisione, magari il gioco è fermo, ma è un altro aspetto che regala intrattenimento al pubblico. L’unica volta dove la revisione dell’episodio si è protratta per molti minuti, nel rigore assegnato all’Inter a San Siro contro la Spal, è stato a causa di un errore tecnico con le immagini che hanno impiegato molto per partire sul monitor A parte qualche partita, anche i minuti di recupero sono sempre gli stessi, a fine primo tempo si va da un minimo di uno ad un massimo di tre; oltre il novantesimo, a parte in un paio di casi dove si è arrivati a nove, il limite sono i canonici cinque minuti, d’ordinanza se ci sono degli infortuni e tutte le sostituzioni.

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Il bilancio insomma è più che positivo e la strada intrapresa è quella giusta. C’è da lavorare, ma anche in campo ci sono meno proteste e se vogliamo che finiscano le polemiche tra i tifosi i primi a dare l’esempio devono essere tecnici e giocatori, così che finiscano queste chiacchiere … da Var.

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