Anna Frank con la maglia della Roma, c’è un precedente con… quella della Lazio (Foto)

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui


Sta suscitando indignazione il fotomontaggio che hanno rinvenuto gli steward del CONI nella Curva Sud dello stadio Olimpico di Roma dopo la partita della Lazio contro il Cagliari. La  foto incriminata ritrae Anna Frank, una vittima delle persecuzioni naziste contro gli ebrei durante la seconda guerra mondiale con indosso una maglia della Roma. Immediata la polemica sui social con tifosi e opinion leader a confrontarsi sull’episodio con opposte fazioni tra chi lo condanna apertamente e chi, invece, lo reputa solamente una goliardiata che non può inficiare l’intera tifoseria laziale.

Nello scambio di post, messaggi e battute non sono mancati coloro, tra i tifosi della Lazio e non solo, che hanno rinfacciato a quelli della Roma un episodio simile. Un fotomontaggio identico infatti ma, a parti invertite, è stato realizzato dai supporter giallorossi per schernire quelli laziali, i quali, inoltre, non hanno mancato di rinfacciare ai cugini anche le innumerevoli scritte-striscioni inneggianti alla morte di Vincenzo Paparelli o contenenti la parola ebreo associata alla tifoseria biancoceleste.

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Caso Anna Frank, come evitare o prevenire episodi simili ? Siamo decisamente oltre il limite dello sfottò. Purtroppo questa è una minoranza ignorante di tifosi. E sia chiaro, con il termine ignorante non si vuole offendere nessuno, ma ci riferiamo solo all’etimologia del termine. Ignorante cioè ignorare: ignorare quanto grave sia questa foto. Purtroppo non è la prima volta che capitano di queste assurdità. Anche solo gli insulti razzisti verso giocatori di colore o discriminazione territoriale (da non confondere con sfottò) cominciano a diventare all’ordine del giorno negli stadi italiani.

Come evitare? Qui c’è un ragionamento un po’ più complicato da fare. Visto che non bastano le varie multe alle società e i vari provvedimenti alle curve, si potrebbero cominciare a togliere dei punti in classifica alle squadre. Non sarebbe giusto perché, se prendiamo il caso esplicito della Lazio, la squadra di Inzaghi sta meritando di essere dove si trova e non sarebbe opportuno che, per una minoranza di pseudotifosi, ne pagassero le conseguenze i giocatori che si impegnano per ottenere risultati e soprattutto i tifosi che vanno allo stadio per tifare correttamente i propri beniamini. Certo è che, forse, cominciando a togliere dei punti alla squadra, si comincerebbe a stare più attenti a non sconfinare oltre lo sfottò e a salvaguardare quello sano che è essenza vera del tifo e delle rivalità.

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