Anna Frank, Lotito: “Non mi aspetto sanzioni. Tifosi Lazio non sono razzisti.” Mihajlovic non la conosce…

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

Uno dei temi di cui ci si sta occupando in questi ultimi giorni è quello che riguarda gli adesivi antisemiti che la Curva Nord della Lazio ha esposto durante la partita interna contro il Cagliari, che raffiguravano Anna Frank vestita con la maglia della Roma. La cosa non è passata inosservata e quasi la totalità delle testate giornalistiche italiane si sta occupando della questione mentre la Lazio rischia una pesante sanzione. I tifosi biancocelesti hanno confermato comunque, anche piuttosto squallidamente, che non si è trattato di un reato, bensì di normalissimo scherno nei confronti della Roma, mentre, il patron della Lazio Claudio Lotito, si è recato recentemente in una sinagoga ebrea con lo scopo di chiedere scusa, ed ha definito la cosa il termine di una “sceneggiata”, scaturita da un gruppo di ragazzini di 13 anni che non sanno ciò che hanno fatto. Al contempo, il presidente ha dichiarato di non attendersi una sanzione disciplinare nei confronti del club in quanto la tifoseria laziale non è razzista.

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Parole, quelle di Lotito che lasciano un po’ il tempo che trovano dato che non è la prima volta che la Lazio non è coinvolta in queste situazioni di presunto razzismo. Spesso i tifosi aquilotti si sono resi protagonisti di situazioni analoghe, insultando giocatori di colore delle squadre avversarie, esponendo striscioni ed innalzando cori antisemiti.
Il problema sta proprio alla base, ovvero sulla mancanza di cultura e sulla poca influenza che gli uomini di potere hanno in questi casi, perché in una società civile seria queste situazioni non dovrebbero mai crearsi, ma purtroppo siamo nuovamente qui a commentare tali fatti. Inoltre se è proprio il presidente della Lazio che si mette ad aggirare l’ostacolo diventa tutto molto più complicato, dato che il patron di una società è il punto di riferimento sia dei calciatori che dei tifosi stessi.

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Inoltre, ieri durante la conferenza stampa alla vigilia di Fiorentina-Torino alla domanda su cosa ne pensasse del caso Anna Frank, Sinisa Mihajlovic, allenatore granata, ha così risposto: “Anna Frank non so chi sia e non so neanche cosa sia accaduto, mi dovete scusare, ma sono un po’ ignorante da questo punto di vista”.
Una frase emblematica di come a livello culturale in Italia siamo carenti. Qui non si parla più di calcio, qui si parla di cultura, la quale purtroppo manca nel bel Paese ed infatti molto spesso anziché parlare di tattiche, di giocatori, di eri del pallone, ci si trova a discutere di episodi sgradevoli e spiacevoli, che nulla hanno a che fare con lo sport.
E’ necessario intervenire seriamente, ma non chiudendo i settori degli stadi ove si verificano tali episodi. Sono necessarie punizioni più severe, portando coloro che commettono atti antisemiti in luoghi dove si possa imparare qualcosa, almeno probabilmente si potrà avere una svolta dal punto di vista culturale, cosa che stando allo stato attuale delle cose, sarà molto difficile.

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