Barcellona – Las Palmas 3-0 a porte chiuse, la vittoria al Camp Nou più triste della storia blaugrana

Pubblicato il autore: Ivan Aiello Segui

Il triste spettacolo del Camp Nou deserto nella sfida di domenica contro il Las Palmas

Barcellona – Las Palmas, partita valevole per la settima giornata della Liga spagnola, alla fine si è giocata, ma a porte chiuse e in un Camp Nou che definire triste suona molto come un eufemismo.
Si gioca o non si gioca? Partita rinviata o partita non rinviata? Fino a 25 minuti prima della sfida erano queste la domande che circolavano intorno al Camp Nou e il clima d’incertezza era solo il solo dato sicuro.
Sul campo la partita è finita 3-0 per i padroni di casa, settima vittoria su sette gare disputate in campionato che vedono il club catalano a punteggio pieno e a 5 lunghezze dall’inseguitrice Siviglia. Sono andati a segno Sergio Busquets e un doppio Lionel Messi (tutti i gol sono arrivati nella ripresa), ma l’aspetto sportivo, in questa triste giornata, è passato decisamente in secondo piano.
Sono numerosi i risvolti, principalmente di carattere politico, che la partita di ieri ha assunto soprattutto in considerazione delle intenzioni della società blaugrana, fermamente a favore di un rinvio del match a causa dell’agitazione popolare e del caos (sfociato, purtroppo, anche in sconcertanti atti di violenza) che si è venuto a creare intorno al voto per l’indipendenza della Catalogna.
Rinvio negato dalla federcalcio spagnola con conseguenti minacce di pesanti ripercussioni (uno 0-3 a tavolino e altri 3 punti di penalizzazione in classifica) hanno mandato in crisi i vertici societari e gli stessi calciatori guidati da Valverde che alla fine, dopo incertezza, caos, tensione e frustrazione, hanno deciso di scendere ugualmente in campo contro il Las Palmas ma senza pubblico.
Dalle parole del Presidente Bartomeu nel dopo-gara, si evince che la decisione presa è stata una chiara forma di protesta con l’obiettivo di esprimere il forte dissenso contro la mancanza di democrazia che sta scuotendo la Catalogna e l’intera Spagna.
Si è deciso, quindi, di giocare ugualmente ma a porte chiuse (una volta anche stabilita la sicurezza dell’impianto sportivo) per sottolineare la non normalità dell’evento. Questa decisione, tuttavia, non ha fatto felice quasi nessuno: dai tifosi del Barcellona delusi per essere rimasti fuori dal Camp Nou e per non aver potuto sostenere i propri beniamini, ai tifosi del Las Palmas, giunti a Barcellona dalle Canarie non senza aver dovuto affrontare sacrifici di natura economica, fino ai semplici turisti in visita a Barcellona, dove assistere ad una partita dei campioni del Barca al Camp Nou rappresenta quasi una tappa obbligata.
Molta la delusione anche da parte dei tanti simpatizzanti del club catalano sparsi nel mondo, che hanno recepito questo triste capitolo della storia sportiva del club catalano come una sorta di “omologazione” con tutte le altre squadre: dello spirito dello slogan cult “Mes que un club” (più di una squadra) che campeggia sugli spalti del Camp Nou sembra infatti che sia rimasto poco o nulla.
Ai risvolti politici delle decisioni del Barca, hanno fatto da contraltare anche gli atteggiamenti societari del Las Palmas che non hanno mancato di far comprendere il loro pensiero sulla svolta indipendentista della Catalogna facendo scendere in campo la squadra con una bandiera della Spagna appuntata sulla maglia.

Leggi anche:  Natale, L'AS Roma a sostegno delle fasce più fragili della popolazione
  •   
  •  
  •  
  •