Buffon: “E’ il mio ultimo anno. A meno che…”

Pubblicato il autore: William Truppi Segui

Il miglior portiere del 2017, Gianluigi Buffon

Gli aggettivi ed i complimenti si sprecano e risultano quasi banali quando si parla della carriera di Gianluigi Buffon. Una vita intera dedicata al calcio e a quel ruolo che tutti i bambini, inizialmente, cercano di evitare nelle partite di quartiere, poiché convinti che fare il portiere sia sintomo di scarse capacità tecniche. Infatti, quella di Gigi, è un’avventura di quelle che lasciano senza fiato, nato centrocampista nelle giovanili del Parma e diventato portiere quasi per caso, visto l’infortunio di entrambi i portieri della compagine rossoblu. Da quel giorno, però, Gigi non ha mai più lasciato quella porta, inanellando in tantissimi anni successi e riconoscimenti internazionali.
L’ultimo, anche se i tifosi juventini si augurano di no, gli è stato riconosciuto direttamente dalla FIFA nell’ambito delle premiazioni dei migliori giocatori della scorsa stagione calcistica. Un premio come migliori portiere dell’anno, a 40 anni, è sicuramente una di quelle soddisfazioni che lasciano il segno e che danno un senso a tutti i sacrifici,  scacciando via le banali critiche relative all’età.
Nell’intervista post-cerimonia, il portiere bianconero e della nazionale si è lasciato andare ad importanti dichiarazioni relative al suo futuro sportivo: “Un anno o due in più non aggiungererebbero nulla a ciò che ho già fatto. L’unico caso potrebbe essere, qualora vincessimo la Champions: in quel caso, penso che Szczesny un paio di partite me le possa far giocare, ma con un portiere come lui alle mia spalle, credo sia normale che io mi faccia da parte il prossimo anno”.
Sono abbastanza convinto delle scelte che intraprendo e mi sento molto sereno: non ho paura del futuro, anzi, lo affronterò con entusiasmo e desiderio di mettermi alla prova”.

Un pensiero sul premio appena ricevuto: “Ero davvero soddisfatto, felice ed orgoglioso di ricevere un riconoscimento per nulla scontato e meritato per quanto ho fatto. La più grande gioia sta nella consapevolezza che, se non avessi alle mie spalle un club così importante e una squadra così forte, non avrei mai potuto raggiungere questo traguardo. La condivisione, si tratti di dolori o di gioia, è senza dubbio l’aspetto più bello degli sport di squadra”. 

Buffon esprime anche un giudizio sulla roboante prestazione di Udine: “Sicuramente è stato un bel banco di prova: la partita in sé aveva delle difficoltà, e lo svantaggio iniziale non ha fatto che confermarle. Eravamo stati bravi a recuperare e ribaltare la situazione, poi l’espulsione di Mario ha fatto sì che le cose si facessero più complicate. Proprio nel momento più difficile, però, siamo riusciti a trovare una compattezza di spirito tale da consentirci di vincere una gara determinante e complicata”.

Sul delicato momento della Nazionale e sulle prime difficoltà della Juve: Ho approcciato a questa stagione con grande entusiasmo e con una certa serenità di fondo: ti aspetti sempre che, magari, arrivando quasi ai titoli di coda la casualità e la vita ti vengano un po’ incontro a semplificarti le cose. Invece, come mi è capitato spesso sia a livello personale che a livello professionale, le cose semplici non mi sono mai piaciute e ho dovuto tirarmi su le maniche anche stavolta. . Già ad ottobre ci stiamo giocando tanto, sia con la Juve, sia con la Nazionale“. 

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