Champions League, Roma: ottimo risultato, ottimo attacco, difesa da collaudare

Pubblicato il autore: matteo platania Segui

Si è conclusa da poco la sfida allo Stanford Bridge di Londra tra Chelsea e Roma.

Queste le formazioni che si sono affrontate:
Antonio Conte schiera il modulo 3-5-2 con  Courtois, Azpilicueta, Christiensen, Cahil, David Luiz, Zappacosta, Fabregas, Bakayoko, Marcos Alonso, Hazard e Morata.
In panchina Caballero, Rudiger, Scott, Willian, Batshuayi. Pedro, Kenedy.
Eusebio di Francesco  risponde con il 4-3-3 con Alisson; Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Strootman, Gonalons, Nainggolan; Gerson, Dzeko, Perotti. A disposizione Skorupski, Moreno, De Rossi, Pellegrini, Florenzi, El Shaarawy, Under.
La squadra ospite interpreta subito bene il match, riuscendosi a portare al tiro, dopo pochi minuti, con Perotti.
Il tiro finisce alto, ma quello che più colpisce è l’azione dell’argentino, che è riuscito a saltare tre avversari, accentrarsi per poi tirare. La risposta dei padroni di casa però non si fa attendere: all’ undicesimo minuto David Luiz tenta un tiro debole,  respinto male da Juan Jesus, il pallone ritorna sul destro di David Luiz che stavolta non sbaglia e porta in vantaggio la squadra. Sembra paradossale per il fatto che era la Roma a fare possesso palla e a schiacciare gli avversari nella propria metà campo.
La Roma continua a mantenere possesso palla, ma è un possesso sterile, non riesce a creare difficoltà reali ai padroni di casa. E’ nuovamente il Chelsea con Hazard a trovare il tiro, che si perde sul fondo. Ancora una volta la difesa giallorossa ha mostrato i suoi limiti in difesa.
La questione si ribalta quando Strootman decide di portare palla fino al limite e con passo filtrante riesce a servire Naingolan, il quale, tutto solo davanti a Courtois, non riesce a ribadire in rete. Il Chelsea inizia a temere le ripartenze della squadra ospite e decide di accelerare la manovra. Al minuto ’37 Morata tira, Fazio devia, ma il tiro diventa un assist per Hazard, che, lasciato solo da Juan Jesus, raddoppia.
La Roma attacca bene ma difende male, anzi malissimo, tanto che ogni azione d’attacco del Chelsea si trasforma in una possibile azione da gol.
Kolarov fa esplodere tutta la sua personalità: all’ 80 con una sublime giocata riesce a liberarsi di due avversari e a tirare.
La conclusione, deviata, si impenna e sorprende il portiere. Le squadre vanno negli spogliatoi con il risultato di 2-1.
Alla ripresa stesso copione: la Roma attacca, il Chelsea si difende e riparte in contropiede.
E’ un inaspettato e volenteroso Gerson a provare a sorprendere Courtois con  una conclusione da fuori, ma il pallone finisce alto. Al ’20esimo della ripresa Fazio, con un lancio con il contagiri, riesce a innescare Dzeko, il quale, con un tiro al volo, riporta il risultato in parità. Il bosniaco, dopo 6 minuti, trova la doppietta, questa volta colpendo la palla di testa, dopo esser stato servito dal mancino di Kolarov. La Roma si porta sul 2-3 e questo la porterebbe alla testa del gruppo C con 7 punti, scavalcando il Chelsea che ne ha 6. Ma questi non sono in conti giusti.
Quando mancano 15 minuti al termine del tempo regolamentare Pedro, subentrato al posto di David Luiz, mette al centro e Hazard, lasciato, come al solito libero, con la testa spinge il pallone in rete.
Difesa giallorossa completamente immobile: “le difficoltà difensive della Roma”, così commenta Pierluigi Pardo.
Sul finire sia la Roma, con Dzeko, sia il Chelsea, con Rudiger, hanno al possibilità di portar avanti la propria squadra, ma le rispettive conclusioni finiscono alte.
Il match finisce 3-3, la Roma porta a casa un grandissimo risultato, rimanendo a -2 dalla capolista del girone e rimanendo a +3 dall’ Atletico Madrid.
Di Francesco ha preparato al meglio la partita, è riuscito a far emergere Gersone e a ritrovare Dzeko.
Il lavoro del tecnico giallorosso, in queste settimane, deve incentrarsi soprattutto sulla difesa, in quanto gli avversari non hanno avuto particolari difficoltà a portarsi in avanti e a concludere.

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