Crisi Argentina: Messi le tenta tutte ma il Perù non molla

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

crisi argentinaPartita da dimenticare che potrebbe costare l’esclusione dal mondiale per Messi e compagni, si può ora infatti parlare di crisi Argentina, dopo un pareggio che ha visto quella che dovrebbe essere la nazionale più forte del mondo non andare oltre lo 0 a 0 con dei modesti avversari, ma vediamo le cause che hanno portato al deludentissimo pareggio. Sampaoli schiera la formazione migliore, con Benedetto unica punta in modo da dare maggior risalto al centravanti del Boca, vero catalizzatore di pubblico e di attenzioni, coadiuvato dalle tre mezze punte Di Maria, Papu Gomez e Messi. 4 pilastri del gioco offensivo contro la piccola nazionale peruviana che ha dovuto fronteggiare mostri sacri come Messi, ritenuto da molti il miglior giocatore degli ultimi 100 anni, e talenti emergenti come Gomez, Di Maria e Benedetto. Centrocampo formato da due conoscenze del calcio italiano, ovvero l’ex interista Banega e Biglia, due calciatori che hanno sempre fatto la differenza nelle rispettive squadre (Banega di certo non con l’Inter ma tantissimo con il Siviglia). Tutto ciò però non è stato sufficiente per superare un super Perù, che ha fatto della coesione di squadra la sua forza. Nel primo tempo vale la pena di ricordare soltanto due guizzi di Messi, che per poco non arrivava al gol, e un colpo di testa di Benedetto. Poco, troppo poco per una nazionale come l’Argentina visto il modesto avversario. La nazionale ospite ha addirittura rischiato di passare in vantaggio durante la prima frazione di gioco, per la grande delusione dei numerosi tifosi accorsi, desiderosi di vedere le prodezze di Messi e Di Maria. Proprio quest’ultimo è stata la delusione più grande della gara, tanto che il tecnico Sanpaoli è stato costretto a sostituirlo con Rigoni nella ripresa. Altra note dolente è arrivata dall’ex interista Banega, calciatore totalmente diverso da quello di Siviglia.

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Nella ripresa l’attacco si è fatto comunque più pericoloso, tanto che l’albicieleste è andata più volte vicino al gol con Messi (che ha preso anche un palo), Gomez e addirittura Mascherano. Non pervenuti Icardi e Dybala che il coach argentino ha preferito relegare in panchina. È il caso di ire che forse gli attaccanti di Inter e Juventus avrebbero fatto comodo a Messi e compagni, ma Sampaoli ci ha abituati a diversi colpi di scena, tra cui quello di lasciare a casa Higuain proprio per dare spazio a Benedetto, attaccante seguitissimo in patria ma quasi sconosciuto in Europa. Certo un Icardi in attacco, sostenuto da un tridente formato da Messi, Papu Gomez e Dyabala (visto il cattivo stato di forma di Di Maria) sarebbe stato un spettacolo da vedere che avrebbe sicuramente fatto piacere anche ai tifosi argentini allo stadio, ma purtroppo la partita è andata così e ora è tutto rimandato alla sfida di Quito contro l’Ecuador. L’Argenina dovrà assolutamente superare l’Ecuador per qualificarsi per Russia 2018, cosa senza dubbio non troppo difficile ma che va presa con le molle, in quanto anche l’Ecuador non è un avversario da sottovalutare, e soprattutto non si deve rischiare di replicare il brutto show offerto contro il Perù.

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