Dzeko si confessa al The Guardian: ‘Voglio vincere con questa maglia’

Pubblicato il autore: trivano Segui

Dzeko si confessa al the guardian

Il fuoriclasse bosniaco e attaccante della Roma è stato intervistato dal The Guardian, Dzeko parla della Roma e del momento che sta attraversando, ma anche della sua infanzia in Bosnia durante la guerra, delle sue ambizioni e del futuro.

“Non corro? Non do il meglio di me? Che scherzo è questo?” Edin quasi salta dalla sedia, ” Ti garantisco che nessuno sugli spalti, a casa davanti alla Tv vuole vincere più di me”, dice al giornalista che lo ha incontrato, “In ogni partita, non importa contro chi gioco o per cosa gioco, io voglio vincere, ho voglia soltanto di segnare, voglio che la mia squadra segni per vincere la gara. In ogni partita, ogni singola partita io dò sempre il meglio di me”. Inizio scoppiettante per Dzeko, che e stato descritto come un tipo freddo e distaccato e che invece risulta essere solare e disponibile. Il bosniaco confessa di essere “Malato di calcio“, e che segue tutte le partite di tutti i campionati “Premier, Serie A, Liga, per me non fa differenza vedo anche partite di campionati dilettanti, non importa il livello importa solo che sia calcio”, dice che gli serve per studiare l’avversario ” c’ è sempre da imparare”.

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Edin e i tifosi

Le persone non capiscono che siamo esseri umani. Ci criticano quando giochiamo male, quando non facciamo prestazioni al top, ci insultano quando perdiamo, pensano che non ci importa niente, ma te l’ho già detto, io voglio vincere sempre, ma a volte capita di non essere al 100% della condizione fisica e mentale. questo fa comunque parte del lavoro che ho scelto di fare. La cosa che più mi infastidisce sono gli insulti, però, sono gli insulti, quelli non li tollero. Oggi abbiamo la possibilità di dare un opinione, tutti possono esprimersi e far arrivare il messaggio direttamente all’ interessato, ma molte volte non si rendono conto di quanto sia illogico o stupido quello che scrivono.

Sopravvivenza durante la guerra

Ero solo un bambino quando è scoppiata la guerra, quello è un periodo che io chiamo di sopravvivenza. Ho sempre amato il calcio, non respiravo senza, ma non pensavo di arrivare dovo sto adesso, specialmente se cresci in un posto devastato dalla guerra. Mi sento una persona fortunata, ma il calcio è tutto e quando ero bambino poter vivere di calcio era soltanto un sogno. Sai la guerra ti fa crescere piuttosto in fretta, ma a me piace il calcio sotto ogni forma, mi piace parlarne, giocarlo, vederlo, leggerlo e non poteva che finire in questo modo. Non parlo mai della guerra in Bosnia, se non con i giornalisti stranieri, a casa in famigli c’e come un tacito accordo e non se ne parla mai, c’è la ricordiamo bene e quindi perchè dovremmo parlarne.

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Roma presente e futuro

Mi trovo bene a Roma, è una città meravigliosa e i tifosi sono fantastici, trasmettono amore. In questo periodo mi sento bene, anche fisicamente sto attraversando un momento magico, segno e la squadra cresce sempre di più, ogni giorno miglioriamo. La Champions? Abbiamo obiettivi diversi dalle altre squadre, primo tra tutti passare la fase a gironi. Non penso mai a cosa farò quando smetterò di giocare. Ho 3 anni di contratto e non penso che sarà il mio ultimo. Voglio solo divertirmi. Voglio solo segnare dei gol. E vincere. Finché sarà possibile.

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