Goncalo Guedes fa sognare Valencia e Psg. Sissoko corre ancora in Indonesia

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Goncalo Guedes

Goncalo Guedes, piccoli Cr7 crescono

Goncalo Guedes, piccoli Ronaldo crescono. Forse il Paris Saint Germain non aveva bisogno di spendere oltre 200 milioni di euro per Neymar. Goncalo Guedes, classe 1996, portoghese di Benavente sta facendo sfracelli nel Valencia dei miracoli. Attaccante esterno, destro di piede, agile e tecnico. Cresciuto nelle giovanili del Benfica, Guedes viene acquistato a gennaio 2017 dal Paris Saint Germain. Poche presenze a Parigi, l’arrivo di Neymar e Mbappè hanno suggerito ai dirigenti francesi di spedirlo in prestito al Valencia. In Spagna, in coppia con Simone Zaza, il giovane Guedes si è subito imposto. Tre gol nelle prime otto presenze in campionato, ultimo il gioiello segnato contro il Siviglia nel 4-0 del Mestalla della settimana scorsa. La nazionale portoghese si è già accorta di lui. Il c.t. Fernando Santos lo ha fatto esordire neanche 19enne nel novembre 2015 contro la Russia in amichevole. Il Valencia viaggia a vele spiegate in campionato grazie anche alle giocate di Goncalo Guedes.

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Il Paris Saint Germain guarda soddisfatto da lontano i frutti del suo investimento. Troppo facile il paragone con Cristiano Ronaldo. Il ruolo è lo stesso, anche se Guedes è più agile e meno potente del Pallone d’Oro in carica. Tutti in patria predicono un futuro luminoso per l’ennesimo gioiello del calcio portoghese. I Campioni d’Europa hanno una squadra un po’ in là con gli anni. La nuova generazione però da grandi speranze ai lusitani. André Silva a 22 anni è già un titolare del Portogallo, Guedes lo sarà presto se continuerà sui livelli attuali. Portare il Valencia il più in alto possibile, per poi tornare a Parigi e giocarsi il posto con Neymar e Mbappè.  Per uno nato nel paese delle aquile non c’è paura di volare troppo in alto. Goncalo Guedes, il futuro parla portoghese.

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Guedes vola in Spagna. Sissoko non è ancora stanco di correre

Spagna, Inghilterra, Italia, Francia, Cina e ora Indonesia. Momo Sissoko ha completato il suo personale giro del mondo, ma a 32 anni non è ancora stanco di correre. “Il maliano di pietra”, così lo chiamavano in Inghilterra quando giocava nel Liverpool di Benitez. Con l’allenatore spagnolo aveva vinto un titolo nella Liga spagnola con il Valencia nella stagione 2003/2004. A gennaio 2008 arriva in Italia, alla Juventus. Lo vuole fortemente Claudio Ranieri, che lo aveva apprezzato in Inghilterra. L’esperienza in bianconero non è delle più felici. La Juventus in quegli anni attraversa il periodo della ricostruzione post-Calciopoli.

Nell’estate del 2011 lascia la Juventus per andare al Paris Saint Germain. Nel 2013 è la Fiorentina a riportarlo in Italia, ma in viola colleziona più infortuni che presenze. Nel 2014 torna in Spagna, poi India e Cina, dove gioca con il Pune e lo Shanghai Shenua. Sissoko fa un figace ritorno in Italia nel 2017. Il 17 febbraio firma con la Ternana, ma il 12 marzo rescinde il contratto. Ritrovatosi senza squadra, il maliano di pietra il 14 aprile scorso firma con gli indonesiani del Mitra Kukar. Per uno che ha girato mezzo mondo non è stato difficile calarsi nella realtà Indonesiana. D’altronde non si è mai troppo vecchi per correre appresso ad un pallone, figurarsi se lo è per uno che ha vinto il campionato contro Real Madrid e Barcellona. Momo Sissoko, “il maliano di pietra”, non è ancora stanco.

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