Grinta, cuore e Icardi. Inter, può essere scudetto?

Pubblicato il autore: Marco Alessandri Segui


Un’Inter così non la si vedeva da tempo. Otto giornate, sette vittorie e un pareggio, per un totale di 22 punti e un secondo posto dietro al Napoli delle meraviglie. Neanche il più ottimista dei tifosi, a inizio anno, avrebbe potuto sperare in un inizio migliore. Ora, sabato, c’è proprio la squadra di Sarri, in quello che probabilmente sarà il test più probante di questa prima parte di campionato dei nerazzurri. Ma al San Paolo, l’Inter arriverà con la mente sgombra e con la consapevolezza di potersela giocare a viso aperto anche contro quella che, come ha affermato Icardi ai microfoni di Mediaset Premium, è la squadra che gioca il miglior calcio d’Europa.
Eppure, ad agosto, tanti erano i malumori dietro alla campagna acquisti portata avanti da Sabatini e Ausilio, con il mancato arrivo del tanto atteso top player a pesare sul giudizio dei tifosi.
Dall’altra parte di Milano, poi, c’erano i cugini tanto odiati, che sbandieravano un acquisto dopo l’altro a suon di milioni. Bonucci, Musacchio, Rodriguez, Kessie, Borini, Andrè Silva, Calhanoglu, Conti, Kalinic e la conferma di Donnarumma per tornare a sognare. Il campo, successivamente, ha rivelato i reali valori delle due squadre, mettendo in mostra i molti problemi della rosa di Montella (a partire dalle scelte dello stesso allenatore campano) ed esaltando la squadra di Spalletti.
L’Inter, partita dopo partita, sta crescendo. La rosa è competitiva, e forse lo era anche l’anno passato. Quello che è cambiato, rispetto alla sfortunata pazza stagione scorsa, è il gruppo. Spalletti è stato bravo a creare un ambiente armonioso là dove sei mesi fa c’erano macerie.
Non più una serie di buoni giocatori, ma un collettivo. E questo, da sempre, fa la differenza.
Ieri, poi, è saltata agli occhi una caratteristica nuova dei nerazzurri: una grande reazioni nei momenti di maggiore difficoltà. Se nelle passate gestioni l’Inter si sfaldava alle prime difficoltà, con Spalletti la squadra lotta fino all’ultimo minuto. Era successo prima a Roma, con la splendida rimonta targata sempre Icardi, poi a Bologna e infine ieri sera, con il rigore conquistato da D’Ambrosio a tempo scaduto.
Ora, i punti di vantaggio sui cugini salgono a dieci, mentre Juventus e Lazio sono a -3 e la Roma insegue con sette punti di ritardo (seppur con una gara in meno). Insomma, finalmente le cose ad Appiano hanno ripreso a funzionare e la speranza di tornare a giocare la Champions aumenta.
Spalletti e Icardi fanno, giustamente, da pompieri, cercando di spegnere l’entusiasmo portato dalla vittoria nel derby. E, d’altronde, non potrebbe essere altrimenti. Un passo falso e tutti questi discorsi andranno all’aria.
Ma, comunque, vanno fatti i complimenti a una squadra che sta stupendo un po’ tutti, dai tifosi alla stampa, passando per avversari e, forse, anche per gli stessi giocatori nerazzurri.
E poi, là davanti, c’è quello che probabilmente è il miglior attaccante della Serie A. Premiato, ovviamente, come migliore in campo, Icardi ha messo a tacere le tante voci che circolavano riguardo al suo rendimento. Tre gol in un derby mancavano dal 2012. In quell’occasione fu un altro interista a segnarli, un certo Diego Milito che qualche buon ricordo ai tifosi nerazzurri lo ha lasciato.
A 24 anni e con oltre novanta reti in Serie A, il bomber argentino è ormai una sicurezza. Con Spalletti può solo che migliorare, magari andando a raggiungere quelle quote che Dzeko toccò la passata stagione proprio sotto la guida del tecnico toscano. E, a quel punto, parlare di Scudetto non sarebbe più un azzardo.
Per ora, come ha confermato Vecino, l’obiettivo continua a essere il quarto posto, ultimo piazzamento valido per un accesso in Champions League. Più avanti si potrà parlare di Scudetto. Certo, Napoli e Juventus permettendo.

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