Inter, Icardi sicuro: “Siamo da Champions. Io qui per Moratti”. E intanto Spalletti batte Mourinho…

Pubblicato il autore: matteo lanzi Segui

inter
Non è facile indossare la fascia da capitano dell’Inter. Non lo è ancor di più se sei argentino (ritrovarsi a gestire l’eredità di Javier Zanetti è un duro compito per chiunque). Non lo è ancor di più se hai appena ventiquattro anni e gli occhi del mondo, calcistico e non, continuamente addosso. Ma forza è proprio tutta questa pressione che ha fatto di Mauro Icardi il giocatore che è. Un giocatore dalle spalle molto larghe, capace di essere  leader e trascinatore di un club come l’Inter, oltre a essere stato  spesso uno dei pochi a offrire un rendimento sufficiente nelle ultime, disastrose, stagioni. Ma se Mauro Icardi oggi è un giocatore dell’Inter, il merito è tutto di una persona…

Se oggi sono qui devo ringraziare il Presidente Moratti. E’ lui che mi ha voluto più di tutti e che ha spinto per avermi, insieme al Ds Ausilio, che curò i dettagli dell’operazione con mio padre” racconta l’argentino in un’intervista a Rivista Undici. Una chiacchierata in cui l’attaccante albiceleste ha toccato vari temi, tra cui la responsabilità di essere il capitano della squadra nerazzura: “Non sento alcuna pressione addosso. E’ il mio compito, e ho le qualità caratteriali per farlo”. Non poteva mancare poi un commento sull’attuale stato di forma della Beneamata: “Molti dicono che abbiamo fortuna ma non è vero. Abbiamo lavorato duramente durante l’Estate e questi sono i frutti. Mister Spalletti è molto bravo e siamo tutti concentrati sull’obbiettivo principale, che è quello di tornare in Champions League. Scudetto? Non saprei, facciamo un passo per volta”.

Inter, Spalletti e le statistiche: 30 e lode

Leggi anche:  Serie A, dove vedere Benevento-Torino: streaming e diretta tv Sky o DAZN?

Spalletti ha sorpreso tutti. Si sapeva fosse un allenatore molto preparato, ma un impatto così dirompente alla guida dei nerazzuri in pochi se lo aspettavano. “Colpa” di un avvio strabiliante: 26 punti in 10 gare, miglior avvio degli ultimi 20 anni di storia nerazzurra insieme all’Inter di Gigi Simoni e del Fenomeno Ronaldo, che nel 97/98 ottenne lo stesso bottino di punti. A differenza di quell’Inter lì, questa squadra segna di meno (25 goal contro 20), ma subisce anche meno reti (11 contro 7). Con questa partenza l’Inter ha superato anche la squadra che raggiunse il triplete con Mourinho (nel 2009/2010 il portoghese si fermò ad “appena” 25 punti dopo 10 gare) e le due “scudettate” di Mancini, che negli anni 2006/2007 e 2007/2008 raccolsero 24 punti nelle prime 10 giornate di campionato. Più staccato Cuper e i suoi 23 punti raccolti nelle prime 10 dell’annata 2002/2003. Il confronto più eclatante è però quello con la prima di Inter di Mourinho, cioè quella che nel 2008/2009 arrivò al tricolore.

Leggi anche:  Dove vedere Lazio-Milan Primavera: streaming gratis e diretta tv?

Nella prime 10 giornate quella squadra raccolse appena 21 punti ( contro i 26 dell’attuale), figli di 6 vittorie, 3 pari e una sconfitta  (contro l’imbattibilità attuale dei nerazzurri, reduci da 8 vittorie e 2 pareggi). Molte le statistiche a favore di Spalletti in questo confronto impietoso: vittorie in casa, goal fatti, risultati utili fuori casa e, sopratutto, goal fatti dal capocannoniere della squadra. Allora era Ibrahimovic, il quale mise a segno 5 goal nelle prime 10 gare. Oggi è Icardi, che di goal ne ha già fatti undici e non pare abbia voglia di fermarsi. Spalletti ha bisogno di lui, l’Inter ha bisogno di lui. Perché lo scudetto non è poi così lontano anzi, con queste statistiche, è ancora più vicino.

 

  •   
  •  
  •  
  •