Michel Isler a SN – “Come è cambiato il calcio. Questa Fiorentina mi ricorda…”

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai Segui

Michel Isler, lo “svizzero”, conduttore della storica trasmissione tv “Goal 37”, dopo la vittoria sull’Udinese ha parlato ai microfoni di Supernews:
“Questa sofferenza eccessiva grida un po’ vendetta perché è stato un bellissimo primo tempo con la squadra che avrebbe dovuto concludere con più di una rete di vantaggio e questo forse è un altro difetto perché queste partite vanno chiuse assolutamente altrimenti poi rischi, come è successo nel secondo tempo, contro l’Udinese che a eccezion fatta del raddoppio di Thereau, ha fatto la partita creando delle situazioni pericolose sotto la porta di Sportiello”. Leggi il Live
Da che cosa dipende questa flessione nel secondo tempo?
“Non lo so, di certo nella ripresa contro una squadra che non è niente di particolare come l’Udinese, la Fiorentina ha sofferto nel finale in maniera incredibile. C’era lo spettro del pareggio dell’Atalanta che gravava nell’aria quindi io credo che bisogna risolvere queste problematiche di una squadra in determinati frangenti insicura nel reparto arretrato”. Leggi le Pagelle
Che cosa ti aspetti nel complesso da questa stagione?
“Mi aspetterei di vedere migliorare, ma alla svelta perché il campionato va avanti e non puoi perdere punti, mi aspetterei di vedere migliorare i giocatori sui quali si punta e si è puntato: parlo di Benassi che oggi è andato bene nel primo tempo ma nel secondo un po’ meno, ma anche di Simeone un po’ più fortunato, contro i friulani ha preso un bellissimo palo poi è stato bravo anche come rifinitore avendo dato dei palloni importanti; quindi ecco la crescita di questi giocatori che sono stati il clou della campagna acquisti, magari vedere qualcosa di più anche da questo Eysseric finora visto poco, però insomma era il trequartista del Nizza, una squadra arrivata terza in classifica”.
Sei un volto storico della tv locale, ne hai viste tantissime di Fiorentine, questa te ne ricorda qualcuna?
“Per esempio una Fiorentina che era divertente ma dietro rischiava tanto era quella di Sven Goran Eriksson con Baggio e Borgonovo davanti che ci facevano divertire da impazzire, però dietro era sempre indefinibile infatti se la memoria non mi inganna fu un campionato in cui a tante vittorie in casa fecero seguito tante sconfitte in trasferta”.
Come è cambiato il calcio in questi anni?
“Tutta un’altra cosa anche per quanto riguarda i rapporti con i media, adesso è grassa se hai un giocatore che ti viene in sala stampa durante la settimana o a fine gara”.
C’è un aneddoto, a chi sei più affezionato?
“A proposito appunto del diverso rapporto con i media, mi ricordo Claudio Ranieri, il quale si presentava a fine gara e forniva interviste una per una a tutte le miriadi di televisioni private che c’erano in quel momento, interviste non una tutte insieme alle tv ma ciascuna da solo con un diverso giornalista, era un periodo completamente diverso. Anche Trapattoni, sì era un altro calcio, un’altra abitudine. Non so se loro adesso così sono convinti che sia meglio e può darsi che abbiano ragione, ma quello era un calcio che da questo punto di vista ti dava l’opportunità di instaurare rapporti migliori, personali, coi protagonisti. Adesso questo non è più possibile”.

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