Italia ai playoff mondiali da testa di serie. Ci accontentiamo davvero di così poco?

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui


Siamo arrivati alla fine delle qualificazioni mondiali ed è tempo di bilanci per la nostra nazionale. Secondo posto, come da tanti preventivato, alle spalle della super Spagna che ci ha rimesso in riga facendoci capire il nostro vero valore. Mediocre. Perchè il pareggio nella gara d’andata e le vittorie ottenute nel girone ci avevano fatto girare la testa, facendoci credere di potercela giocare alla pari con le furie rosse. Ma ovviamente non è così. Non siamo a livello di una squadra che, come d’altronde anche la Germania, può scegliere tra una quarantina di giocatori per la rosa da portare al mondiale, tutti di altissimo livello, quando noi riusciamo davvero a stento a trovarne 23.

Il nostro valore è basso e questo forse lo si sapeva. Ma cosa ha fatto la federazione per valorizzare la nostra nazionale? La federazione ha l’obbligo di gestire la nazionale come se fosse una squadra di club. Deve valutare con attenzione il “materiale umano” a disposizione e di conseguenza scegliere un CT adeguato. Come spesso succede nel nostro paese, anche nel calcio italiano si naviga a vista, senza un vero e proprio progetto da seguire. Senza tornare troppo indietro ma le scelte prima di Conte e poi di Ventura non hanno minimamente preso in considerazione i giocatori a disposizione. Si è scelto prima il migliore, sperando che riuscisse a fare il miracolo (che comunque con l’europeo del 2016 è stato in parte fatto), poi è stata scelta l’esperienza e la gavetta.

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Ventura è un allenatore che ha un marchio di fabbrica ben preciso fatto di 4-2-4, con squadra corta e pronta a ripartire. Ma i calciatori italiani a disposizione non sono per niente adatti a questo tipo di modulo.

In italia chi è che esprime il calcio migliore? Il Napoli assolutamente. Modulo 4-3-3 con Insigne gran protagonista e un calciatore fin troppo ignorato, come Jorginho, a fare da metronomo in mezzo al campo. L’altro grande talento italiano è senza dubbio Verratti anche lui protagonista nel PSG nel 4-3-3. Era d’obbligo in questa tornata di qualificazioni affidarsi a qualcuno che faceva del 4-3-3 il suo credo in modo da poter portare in nazionale quello che di buono si vede nei club. 

E’ vero che un allenatore vuole lasciare il segno, ma non si confronta con la realtà. Possibile che nemmeno dopo le pessime ultime prestazioni un allenatore di grande esperienza come Ventura non si sia accorto dell’errore? Perchè non ci dice perchè non convoca Jorginho, soprattutto dopo i tanti infortuni a centrocampo?

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Una formazione così non farebbe meglio di queste ultime versioni sbiadite di Italia?
Buffon, Darmian, Bonucci, Chiellini, Spinazzola, Verratti, Jorginho, Marchisio, Insigne, Immobile, Candreva.
Ci sarebbero tante alternative a centrocampo come Parolo, Pellegrini, Gagliardini e anche in attacco con Belotti, Berardi, perchè no Balotelli (se dimostra di aver messo la testa a posto).

Davvero ci vogliamo accontentare di andare ai mondiali in questo modo? Perchè ai mondiali ci andremo, troppo deboli le possibili avversarie che troveremo nei playoff. E come si sa in Italia contano solo i risultati e niente più. Ci accontenteremo di qualche amichevole stentata di preparazione e poi dritti in Russia; a fare cosa, l‘ennesima figuraccia come si è fatto negli ultimi 2 mondiali?

Serve progettualità, un’unica idea tattica che la federazione deve imporre a livello di nazionale e con cui far crescere i giocatori. Serve un selezionatore adeguato ai giocatori che ci sono, non il contrario. Altrimenti ci ritroveremo a rimpiangere l’ennesimo mondiale buttato al vento. Guardiamoci intorno e vediamo come le nazionali vincenti,  come la Germania, sono diventate tali. Prendiamo esempio e non cerchiamo di fare sempre i “santoni” che puntualmente non riescono ad ottenere nulla se non tante tante critiche.

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L’unica speranza che abbiamo è che Ventura se ne renda conto e inizi a far giocare i giocatori giusti nelle posizioni giuste in modo da farli rendere al meglio. Da troppo tempo questa nazionale esprime un calcio troppo sparagnino che si concretizza soltanto a seguito di giocate individuali. Noi non abbiamo fenomeni, quindi dobbiamo sopperire a questa mancanza con un gioco ben preciso. Non si è visto nulla in questi quasi due anni di gestione Ventura. E’ arrivato il momento di chiedere di più a questo allenatore e a questa federazione. Spero davvero di sbagliarmi ma temo che arriveremo a Giugno con le solite belle parole ma che alla fine si tradurranno nell’ennesima figuraccia mondiale.
Nel frattempo arriviamoci in Russia visto i tempi che corrono.
Abbiamo il diritto di chiedere di più… ricordiamoci che noi SIAMO l’ITALIA.

Sempre forza azzurri

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