Italia, quando vincere non basta. Ecco cosa non funziona nella Nazionale di Ventura

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

Buono il risultato dell’Italia contro l’Albania. Ieri sera contava solamente un risultato, ovvero la vittoria e la Nazionale di Ventura è riuscita nel suo intento, con uno 0-1 finale che ha consentito all’Italia di chiudere le qualificazioni mondiali al secondo posto, anche se era già certo ormai da un paio di giorni, certa di approdare tra le teste di serie dell’estrazione per gli spareggi che si terranno a novembre che porteranno le formazioni vincenti in Russia nel 2018. Era anche importante tornare a vincere dopo la deludente partita di venerdì sera pareggiata contro la Macedonia allo stadio “Grande Torino”, soprattutto per risollevare il morale degli Azzurri.
Il secondo posto dietro alla Spagna era l’obiettivo minimo fin dall’inizio, infatti in pochi hanno pronosticato una vittoria del girone di qualificazione e la partita contro le Furie Rosse dello scorso settembre ha confermato la motivazione per cui tutti erano scettici riguardo al passaggio del turno da primi in classifica: la differenza tra Italia e Spagna è abissale, soprattutto se si confrontano gli 11 titolari “nostri” rispetto agli iberici. Ciò che è certo è che non si può prendere in considerazione solamente la formazione delle due Nazionali, perché sarebbe troppo semplice; ad esempio l’Argentina ha degli uomini in rosa che farebbero rabbrividire chiunque legga la formazione, eppure la partecipazione di Messi e compagni a Russia 2018 è a serio rischio.

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Tornando sul discorso iniziale, si devono porre in confronto alcune situazioni: prima di tutto l’Italia ha fatto fatica a sbarazzarsi di formazioni sulla carta battibili senza troppi patemi, così come ha fatto la Spagna. Infatti Nazionali come Macedonia, Liechtenstein, Israele e Albania dovevano essere degli avversari comunque rispettabili, però dall’Italia ci si aspetta che non si soffra contro squadre di questo calibro. Ma invece in ogni partita, fatta eccezione per le sfide contro Liechtenstein, la squadra di Ventura ha sempre incontrato qualche problema ed il gioco ha sempre stentato a decollare. Anche nei match vinti, l’Italia ha sempre sofferto e non ha mai impressionato e così è stato anche ieri sera in Albania, dove abbiamo ottenuto un importante successo in chiave ranking, però abbiamo anche rischiato tanto con tanti passaggi sbagliati anche in mezzo al campo e ciò non va bene se si considerano le prossime avversarie incontrabili ai play-off e successivamente ai Mondiali se ci si arriva.

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Bisogna giocoforza cambiare qualcosa perché è inammissibile che l’Italia sia sempre fuori forma mentre le altre Nazionali maggiori sono sempre ad una condizione ottimale: infatti la Spagna ha sempre dominato gli avversari almeno sul piano del gioco, mentre gli Azzurri non ci sono mai riusciti. Sul banco degli imputati c’è il ct Giampiero Ventura che ultimamente sembra aver perso le redini del gruppo, ostinandosi a schierare un 4-2-4 abbastanza azzardato, dato che gli uomini che ha a disposizione, sono inadatti a detta di molti addetti ai lavori. E’ un modulo molto dispendioso, soprattutto considerando l’età di alcuni giocatori che non riescono abilmente a fare la doppia fase e l’intera formazione ne risente molto e questo nello spogliatoio è uno dei punti su cui si è più discusso. Poi è necessario specificare che a centrocampo Gagliardini e Parolo fanno quel che possono, ma non bastano per coprire la difesa e gli errori sono inevitabili nel reparto arretrato, soprattutto da parte di Bonucci, che ultimamente appare irriconoscibile, autore di prestazioni ben al di sotto della media cui eravamo abituati negli anni scorsi. Il gioco non c’è e ciò non fa piacere a noi italiani vedere la nostra Nazionale messa così male sul piano tattico. C’è poco movimento in fase di non possesso soprattutto quando viene recuperata palla.
Adesso bisogna veramente reagire, bisogna stringersi intorno alla Nazionale italiana e stare tutti dalla stessa parte assieme al ct Ventura sperando anche nella buona sorte per un sorteggio agevole, però quando ti chiami Italia non bisogna avere paura di nessuno. E neanche questa volta ne avremo.

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