La nuova mazza ariana: Anna Frank morta di tifo

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui

Scoperto chi scrive i discorsi a Lotito

Se non fosse per la tragica ilarità, mista a compassione e shakerata con un po’ di vergogna (la nostra), che scatena il personaggio alla sola apparizione, non sarebbe ardito affermare che a uscirne nel modo più pulito sia stato proprio Carlo Tavecchio (cit. “Opti Pobà, ebreacci e gay, femmine handicappate”…) e nel modo a tutto il movimento più benevolo: quando il presidente della Figc sta zitto, fa sempre una bella figura. O la meno brutta possibile. Sulla querelle che coinvolge frange ariane della “SS” (acronimo di Società Sportiva, per la precisazione) Lazio e comunità ebraica di Roma, qualcuno, sventura sua, non ha seguito l’esempio del piccolo capo che ha preferito trafelare nelle sue solite, vecchiarde, faccende domestiche, ritirato in un’austera camerata, tra camicie nere da rammendare e la produzione dell’olio di ricino 2017/18. Claudio Lotito, preso atto dell’imbarazzato buco dialettico che si era creato, ha deciso saggiamente di entrarci e senza usare la vasella. Tutto è cominciato con la squalifica della curva nord (cori razzisti) durante Lazio – Cagliari (3 – 0) di domenica scorsa. La società biancoceleste, per prendere le distanze e stigmatizzare il comportamento di alcuni “tifosi”, ha dunque deciso di dar loro una severa lezione e trasferirli cento metri più in là, nell’odiato fortino giallorosso comunemente detto curva sud, e manco a gratis ma al purgativo prezzo di un euro. Così imparano. Presi dall’atmosfera per loro lugubre, a tratti miasmatica, della momentanea sede avversa, già intristita dal rumore intestino, detto volgarmente O generosa! di Giovanni Allevi,  qualche buontempone “non per reato ma per normalissimo scherno“, ha diligentemente pensato di rallegrare l’ambiente tappezzandolo di adesivi recanti l’effige di Anna Frank photoshoppata con la casacca romanista. Per tutti quelli che non lo sapessero, ossia il solo Sinisa Mihajlovic (“Non so chi sia“), Anna Frank è stata una deportata tedesca di origine ebraica, morta nel 1945 a 15 anni nel campo di concentramento di Bergen-Belsen (Germania, Bassa Sassonia). Il suo diario, scritto da rifugiata in Olanda, continua a essere letto, o almeno conosciuto, in tutto il mondo meno, ovviamente, che a casa Mihajlovic. Lotito, per non passare per fesso, è corso subito ai ripari: anzitutto ha promesso che avrebbe depor… “Portato ogni anno duecento tifosi laziali ad Auschwitz“, nel sud della Polonia, anche se Anna è spirata in tutt’altra nazione (vabbè, tutti uguali ‘sti campi di concentramento); quindi si è scapicollato da Milano a Roma in aereo (in treno no, che da quando non c’è il Duce non arrivano più in orario) per baciare la pantofola al rabbino della sinagoga. Durante il viaggio, in pieno delirio buonista, al cellulare (con chiamata a carico del destinatario) si è lasciato scappare la frase: “Questi non contano un cxxxo, capito come stamo? Famo ‘sta sceneggiata“, pensiero intercettato dai giornalisti de Il Messaggero che giusto questa volta hanno fatto i giornalisti, dandone notizia. Lotito smentisce, il quotidiano dopo un giorno pubblica l’audio. Lotito sparisce. Intanto però, incalzato dai cronisti e davanti alla comunità ebraica, il paladino degli offesi ci va giù duro e nonostante provato dalla vistosa fasciatura sulla fronte dovuta a una circoncisione troppo affrettata, precisa: “Siamo contro ogni forma di xenofobia, ANTIRAZZISMO, antisemitismo”. Come dire: condanniamo ogni atteggiamento discriminatorio contro gli stranieri, proviamo profondo rispetto verso i semiti, ma al contempo appoggiamo tutti coloro che picchiano i negri, insultano i giudei e sputano sui rom. Martin Lotito King, sempre più nero nella sua faccetta, ha infine donato una corona di fiori comprata al Lidl per 7,99 euro, omaggio che, nottetempo, è finito a galleggiare sul Tevere, pare gettato da qualche ebreo sentitosi offeso per il prezzo. E’ la nuova, goffa, mazza ariana, quella che tentando di portare soccorso a una comunità storicamente avversata, riesce soltanto a darsela sui denti.
Intanto, 12 ultrà della Lazio sono finiti nel registro degli indagati per istigazione all’odio razziale. La Digos ne aveva segnalato anche un tredicesimo, non imputabile per l’età in quanto ha soltanto 13 anni. Tavecchio sornione, nel suo ritiro, canticchia fieramente: “Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza”.

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