Lazio, Simone Inzaghi a un solo punto da quella di Eriksson

Pubblicato il autore: Ivan Aiello Segui


Goleade, derby e trofei: così il tecnico della Lazio Simone Inzaghi ha conquistato il popolo di fede laziale da quando siede sulla panchina della squadra del presidente Claudio Lotito.
Attualmente la Lazio è la quarta forza del campionato a quota 16 punti, con 5 vittorie, 1 pareggio e una sconfitta rimediata contro la capolista Napoli, solitaria a 21 punti (a punteggio pieno) e seguita dalla coppia Juve – Inter a quota 19.
L’entusiasmo per l’ottimo inizio di stagione è comprensibilmente in aumento in casa laziale, e in molti hanno iniziato a snocciolare numeri e statistiche. Non mancano naturalmente nemmeno gli accostamenti con i suoi predecessori più illustri: uno su tutti, allo svedese Sven Goran Eriksson.
La sua Lazio campione d’Italia nella stagione 2000/2001, dati alla mano infatti, alla settima di giornata di campionato aveva totalizzato 17 punti (uno solo in più di quelli di simone Inzaghi nella stagione in corso) collezionando 5 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta.
Non solo Inzaghi si è avvicinato davvero moltissimo ai numeri del tecnico svedese, ma addirittura nessun inizio di stagione della squadra biancoceleste era stato così promettente proprio dall’anno culminato con la conquista dello storico secondo scudetto, quando sotto la guida del patron Sergio Cragnotti, la Lazio si presentava in Italia e in Europa come una delle principali avversarie da battere.
Nesta, Nedved, Simeone, Salas, Almeyda, Veron, Stankovic, Crespo: sono solo alcuni nomi degli straordinari interpreti che hanno vestito la maglia biancoceleste in quegli anni favolosi.

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L’avventura sulla panchina della Lazio (iniziata ad aprile del 2016 dopo essere subentrato all’esonerato Stefano Pioli) sembra finire quasi subito per Simone Inzaghi: il presidente Lotito decide infatti di affidare le sorti della squadra al tecnico argentino Marcelo Bielsa per l’avvio della stagione. “El loco” (“il pazzo”) è il soprannome di Bielsa in Argentina e non manca di ricordarcene le motivazioni: ingaggiato il 6 Luglio 2016, si dimetterà due giorni dopo, l’8 Luglio, accusando Lotito e Tare di non aver rispettato gli accordi di mercato relativi all’acquisto di alcuni giocatori.
Inzaghi viene quindi richiamato a sedere sulla panchina della Lazio. La mossa (soprattutto quella di Bielsa) si rivela azzeccata.
I numeri di Simone Inzaghi nella passata stagione ci parlano anche di due importantissimi derby  del cupolone vinti contro i cugini romanisti. Il primo derby vinto è nella semifinale di andata di Coppa Italia (evento che non accadeva da quasi 4 anni, ma la competizione poi però finì con la sconfitta della Lazio per 2 reti a 0 in finale contro la Juventus) e il secondo in campionato. Anche in questo caso la vittoria della stracittadina non si verificava da quattro anni e cinque mesi.
La stagione in corso, oltre all’eccellente avvio confermato dalla goleada per 6-1 contro il Sassuolo di domenica scorsa, ha portato nella bacheca biancoceleste la Supercoppa Italiana, primo trofeo della stagione ottenuta con la rivincita sulla Juventus.
Il prossimo 14 ottobre, alla ripresa del campionato dopo la pausa per le Nazionali, Inzaghi avrà addirittura l’occasione di agguantare proprio la Juventus al secondo posto in classifica con la sfida dell’Allianz Stadium di Torino in programma alle ore 18.00.
Il piccolo di casa Inzaghi può definitivamente scrollarsi di dosso quell’“Inzaghino”, nomignolo appioppatogli dai giornalisti quando era calciatore per essere nettamente distinto dal suo ben più celebre fratello Filippo (meglio noto come Pippo, anzi Super Pippo), che alzava coppe e trofei segnando a ritmi indiavolati.
Ora, fino a prova contraria, è lui che comanda in famiglia.

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