L’Inter conquista Milano. Il punto sulle milanesi dopo il derby

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui


Sono passate quasi 24 h dalla fine dell’ennesimo derby al cardiopalma di questi ultimi anni. Sembrava ormai essere in archivio l’ennesimo 2 a 2 (dopo i due dello scorso anno) quando una sciagurata “cravatta” di Rodriguez ha consegnato la stracittadina nelle mani nerazzurre.
Milan a -10 dai cugini e Inter lanciatissima al secondo posto in solitaria a soli due punti dal Napoli capolista. E sabato sera c’è Napoli – Inter.
Come escono le due squadre dalla partita di ieri sera? Quanto può contare una sconfitta (e viceversa una vittoria) che è maturata in questo modo?

Partiamo dal Milan…
Indubbiamente il mercato dei rossoneri è stato a dir poco sontuoso. La dirigenza ha deciso di fare “all- in” e spendere il più possibile con la speranza che i risultati avrebbero ripagato l’investimento. Sono state spese cifre importanti in ogni reparto. Si è blindato il miglior portiere (almeno in prospettiva, poi dovrà col tempo dimostrare il suo valore) d’Europa ma sulla panchina è stato lasciato Vincenzo Montella. Ecco la prima pecca della società Milan.

Vincenzo Montella allenatore Milan

Vincenzo Montella è un allenatore che ancora deve dimostrare il suo valore. Troppe poche le occasioni in cui ha fatto davvero bene e soprattutto allenando squadre di media classifica. Il Milan ha scelto di scommettere oltre che in campo anche in panchina e questo potrebbe alla lunga generare effetti negativi. Montella si gioca la sua carriera quest’anno; non è forse un pò troppo per un progetto che si è prefissato di essere vincente sin da subito?
E’ chiaro che in campo vanno i calciatori e che i goal presi ieri sera dall’Inter non sono di certo colpa dell’allenatore. Ma il primo tempo si! La squadra ha approcciato alla partita più importante di inizio stagione impaurita. Continua attesa dell’avversario e tentativi mal riusciti di ripartenza. Chi ha preparato così la partita?

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Chiaro esempio di un approccio sbagliato è stato l’inizio del secondo tempo in cui il Milan, con due punte vere e due mezze ali molto offensive, ha costretto l’Inter nella propria area trovando per due volte il pareggio. Nel primo tempo nessun cross degli esterni. Nel secondo arrivavano palloni sia da destra che da sinistra, tant’è che il 2 a 2 arriva da un cross di Borini e dal goal della mezz’ala opposta. Possibilie che la partita che l’allenatore stesso aveva definito alla vigilia “da vincere a tutti i costi” sia stata preparata in questo modo? L’inter non ha mostrato le doti di palleggio del Barca di Guardiola, quindi perchè non pressarla dal primo minuto? Con i se e con i ma non si fa il calcio… però il dubbio resta e il risultato negativo anche.
Il tempo a disposizione sta per finire. 7 punti dal quarto posto e soprattutto 4 sconfitte in 8 partite. Montella deve osare di più. A Firenze ha dato il meglio di sè con un centrocampo ricco di qualità e con due trequartisti di altissimo livello tecnico. Al Milan ha il “materiale umano” per fare lo stesso, ma continua a cambiare approccio alla gara e modulo di gioco, creando soltanto confusione. E si sà che quando si cambia molto a livello di uomini, la confusione è l’unica cosa che deve mancare.
La società aspetterà ancora? C’è un’idea di sostituto? Ancelotti sarebbe davvero la soluzione ideale?

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L’Inter adesso…
Delle partite di inizio stagione questa è stata sicuramente quella vinta meglio. Riuscire a vincere la partita dopo essere stati ripresi per due volte non è da tutti. Icardi si è dimostrato un vero leader non soltanto a parole ma anche nei fatti. Quanti avrebbero realizzato con fredezza il rigore all’ultimo minuto? Chiedete ai tifosi della Juve e a Paolo Dybala in particolare.

Gli esterni d’attacco sono l’arma in più della squadra nero azzurra. Quando Perisic e soprattutto Candreva girano, la manovra offensiva diventa imprevedibile e quindi molto più difficile da arginare. Icardi è un attaccante davvero di razza capace di sonnecchiare per l’intera partita ma che quando arriva il pallone in area si trasforma in un predatore feroce. Handanovic continua a garantire grandi parate e i due difensori centrali sembrano essere all’altezza di una grande squadra.

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Non mancano però i problemi da risolvere. L’Inter è la stessa squadra che ha stentato a Crotone, che ha pareggiato a Bologna o che è riuscita per il rotto della cuffia a battere la Spal. Non si sono visti gli automatismi che ci si aspetta da una squadra di Spalletti. Si va avanti per giocate e finchè il risultato premia, va bene così. Il centrocampo dell’Inter non funziona per nulla. Non accompagna l’azione offensiva e stenta a coprire la fase difensiva. Gli esterni di difesa sono ancora preoccupati soltanto di difendere, per cui si prendono pochi goal complessivamente ma si fa fatica a creare azioni offensive degne di nota. Spalletti, a differenza del suo dirimpettaio di ieri sera, ha tanto tempo per sistemare quello che non và. Tempo guadagnato badando ad ottenere quanti più risultati positivi possibile, il bel gioco arriverà, forse.
I giocatori di qualità ci sono, se l’allenatore di Certaldo riuscirà anche a metterci la sua impronta allora i tifosi possono stare sicuri: lotteranno fino alla fine per lo scudetto.

Inter e Milan… così vicine ma mai ,come dopo ieri sera, così lontane.
Al prossimo derby

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