Milan, 83 milioni spesi per rinforzare l’attacco ma nessuno segna

Pubblicato il autore: William Truppi Segui

montella

La serata vittoriosa della Juventus, e di Higuain, a San Siro, ha messo in luce tutte le difficoltà del Milan di Montella, oramai obbligato a scrollarsi di dosso il periodo complicato nel breve termine.
I due goal realizzati dall’attaccante argentino della Juventus, inoltre, hanno messo in evidenza come la difesa del Milan tema, e subisca, lo strapotere fisico e la spregiudicatezza dei “bomber di razza”, figura che però manca terribilmente alla compagine rossonera in questo campionato di Serie A.
Tre goal di Immobile, tre di Icardi nel derby, un gol di Dzeko e ora la doppietta di Higuain, questo è quanto il Milan ha raccolto nelle prime undici giornate di campionato, un dato impietoso se confrontato con il rendimento degli attaccanti rossoneri e se estendiamo il ragionamento in base al costo di acquisto di ogni singolo giocatore.

Partiamo dalla più grande delusione di questo inizio di stagione e sopratutto da colui che avrebbe potuto, errori permettendo, riaprire il match contro la Juventus e chissà, magari guidare il Milan verso un’ipotetica vittoria.
Nikola Kalinic, classe 1988, è stato uno degli ultimi acquisti del duo Fassone-Mirabelli in questa esaltante estate di mercato a tinte rossonere. Acquistato dalla Fiorentina, dopo 69 presenze e 27 goal con i viola, doveva essere l’attaccante di peso intorno al quale far ruotare l’intera fase offensiva ideata da Montella. I risultati, però, non sono quelli che il popolo milanista si aspettava. Privo di cattiveria, impreciso sotto porta (vedesi la traversa di sabato) e sopratutto mai pericoloso nelle fasi di gioco aereo, nonostante il 1,86m di altezza. Tutto ciò ha delineato una situazione attuale in cui Kalinic ha collezionato 9 presenze con la maglia del Milan e soli 3 goal in stagione (dei quali uno in Europa League), sicuramente non un buon modo di presentarsi, sopratutto dopo i 25 milioni di euro serviti per acquistarlo.

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Altro giocatore sul banco degli imputati è  Hakan Çalhanoğlu.
Il turco, classe 1994, è stato il trequartista di estrema duttilità che il Milan cercava per puntellare la sua formazione. Cresciuto calcisticamente in Germania, Çalhanoğlu ha totalizzato 32 presenze ed 11 goal con l’Amburgo e poi 80 presenze e 17 goal con il Bayern Leverkusen, squadra nella quale ha affinato le sue caratteristiche e che lo aiutato ad approdare sul palcoscenico europeo. Anche per lui l’inizio di stagione con la maglia rossonera non è dei migliori, con 10 presenze e solo un goal realizzato nella partita contro il Chievo Verona. L’investimento servito per portarlo a Milano è stato di 20 milioni di euro, una cifra non indifferente per un giocatore che non ha ancora avuto modo di esprime la sua tecnica e la sua fantasia tanto decantata ad inizio stagione.

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Ultimo, ma non ultimo, è colui che è arrivato al Milan illuminato dalla benedizione di Cristiano Ronaldo e dalle magnifiche prestazioni con la Nazionale e con il Porto.
Stiamo parlando di André Miguel Valente Silva, meglio noto come André Silva, il giocatore classe 1995 che è stato uno dei primi acquisti del mercato rossonero, oltre che rappresentare una delle operazioni più rilevanti del club degli ultimi anni, con ben 38 milioni di euro spesi.
La sua stagione, fino ad oggi, è sicuramente a doppia faccia. Strabiliante ed ogni presente in Europa League, 7 presenze e 6 goal, dove regna come miglior marcatore della competizione, ma poco impiegato in campionato dove manca ancora la sua firma, nonostante le 6 presenze maturate fin qui.

Sommando il tutto si arriva a ben 83 milioni di euro impiegati per rafforzare un reparto offensivo dove manca, però, la cattiveria e la lucidità necessaria per proiettare questo Milan, e la panchina di Montella,  fuori dal periodo nero che attanaglia i rossoneri.

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