Milan, la verità di Brocchi: “Berlusconi credeva in me e voleva di nuovo Capello”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Brocchi

Milan, la verità di Brocchi

Milan, torna a parlare Brocchi. Non si spengono ancora gli echi delle parole di Silvio Berlusconi di qualche giorno fa. L’ex presidente ha confermato ancora una volta che Brocchi era la sua prima scelta per la panchina rossonera. L’ex allenatore del Milan affida alla Gazzetta dello Sport le sue sensazioni in proposito:”Se fossi stato il cocco, avrei firmato per due anni invece di andare a scadenza col contratto della Primavera. Qualcuno disse anche che avevo fatto carte false per allenare la prima squadra, ma era Berlusconi ad avermi scelto”. Nessun rapporto privilegiato tra i due:”Vedeva in me l’uomo giusto per il suo calcio, si guardava tutte le partite della Primavera, si era affezionato al mio modo di giocare. Sembrava che il nostro fosse un rapporto esclusivo ma in realtà non c’era alcun legame in ambito personale: solo un discorso tecnico”.

Brocchi rivela che Berlusconi volesse Fabio Capello al suo fianco:” Un tecnico giovane o debuttante deve avere tutte le componenti dalla sua parte. Come succede a Simone Inzaghi. Peccato, perché Berlusconi aveva le cose chiare in testa: so che una delle sue volontà era quella di far lavorare insieme me e Capello. Io in panchina e il mister come direttore tecnico. Lo stesso Berlusconi ha rivelato che la scelta di puntare su Montella fu fatta mentre lui era ricoverato in ospedale. Fu Brocchi a tirarsi indietro quando capì che i rossoneri non volevano puntare più su di lui. “Non lotti più per me presidente”, così Brocchi si congedò da Berlusconi e dal Milan.

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Brocchi, l’uomo giusto sempre nel posto sbagliato

La sua carriera da allenatore è ancora tutta da vedere. Da giocatore Cristian Brocchi era un gran lottatore. Con le maglie di Verona, Inter, Milan, Fiorentina e Lazio ha sempre dato tutto sé stesso. Da allenatore ha un’idea di calcio offensiva, molto propositiva. Fino ad ora si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Al Milan è capitato nel mezzo di un epocale cambio societario. Anche al Brescia, dove il cambio è stato meno epocale ma piuttosto traumatico. I risultati ottenuti con la primavera del Milan parlano per lui. Ora Brocchi aspetta l’occasione giusta per rientrare nel grande calcio.

Brocchi potrebbe fare come Pippo Inzaghi, suo ex compagno e amico. Anche Superpippo ha avuto vita breve sulla panchina del Milan, ma poi ha avuto il coraggio e l’umiltà di rilanciarsi al Venezia. Il calcio di oggi centrifuga tutto e tutti. Brocchi è un uomo dalla forte tempra e dal grande carattere. Un paio di delusioni non mineranno le certezze di uno che ha alzato anche due Champions League con il Milan. Non resta dunque che un presidente dia fiducia a Brocchi, che non vede l’ora di togliersi da dosso la scomoda etichetta di “cocco di Berlusconi”.

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