Milan, problemi dalla Cina: il governo di Pechino potrebbe mettere i rossoneri nei guai

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui
Milan guai governo cinese

Milan guai governo cinese

Non solo problemi di campo. Ora il Milan rischia anche a livello societario dei grossi guai. Secondo quanto riporta l’edizione odierna di Libero infatti si dice che il governo di Pechino voglia far rientrare i soldi che Yonghong Li e i suoi soci hanno speso per acquistare la società rossonera dalle mani del presidente Silvio Berlusconi.
La somma da riportare in Cina creerebbe un buco finanziario nel Milan di circa 200 milioni. Il 18 Ottobre ci sarà il Congresso del Partito Comunista cinese: qui si deciderà come, quanto e quando investire capitali all’estero. Addio quindi a possibili investitori con gli occhi a mandorla. Il governo vorrebbe far rientrare questi soldi da chi ha aiutato l’attuale presidente del Milan a procedere con l’acquisto della società, ossia Huarong da una parte e il fondo di venture capital Haixia dall’altra.

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Anche il piano B della società rossonera rischia di saltare. Fassone e gli altri soci cinesi stavano pensando di rifinanziare il debito con Elliot grazie all’intervento di due banche americane: Goldman Sachs e Merrill Lynch. Ora però considerando cosa potrebbe accadere, le due banche difficilmente metterebbero questi soldi in un club che rischia di perdere gli investitori asiatici. Difficilmente poi si riuscirebbero a trovare investitori pronti a sborsare 200 milioni per il 25% della società (valutata attorno agli 800 milioni) che servono a coprire l’eventuale buco dei rossoneri. Tutto farebbe pensare che il Milan finirà a breve nelle mani di Elliot. Non si escludono però ulteriori colpi di scena.

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