Napoli, come si passa dalle stelle alle stalle in 3 giorni

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

Il Napoli ha perso a Manchester con il City di Guardiola, che a fine gara, non ha lesinato complimenti per gli azzurri, abili a mettere in difficoltà i suoi dopo un inizio choc nel quale gli inglesi avrebbero potuto segnare almeno 5 gol.  Il Napoli è partito male, spaesato, impaurito, con elementi come Zielinsky, Hamsik, Albiol e Mertens, scesi in  campo senza la verve dei precedenti impegni in campionato.

Il “massacro” del City è durato più o meno mezz’ora. Peccato per il rigore sbagliato da Mertens, che poteva riaprire i discorsi già a fine primo tempo. Poi, nella ripresa, il Napoli ha mostrato carattere ed orgoglio, soprattutto con la personalità di Diawara, ma sembra che a qualcuno non sia bastato. A Napoli, e non solo piovono polemiche e critiche sulla formazione iniziale. Allan, ad esempio doveva giocare prima, Zielinski doveva uscire, soliti discorsi da bar e caffè mattutino insomma. Ma il Napoli, non era forte fino a sabato sera? Anche i media nazionali volevano che la squadra perdesse per trovare tutti i difetti che sono emersi ma, nel secondo tempo, la squadra è tornata quella ammirata le scorse domeniche. Evidentemente però non basta. Questo passare subito dalle stelle alle stalle, farà sempre male nella testa dei calciatori e soprattutto dei sostenitori che stanno alzando polveroni per una sconfitta che ci poteva stare e che non è stata umiliante. Il calcio purtroppo è anche questo. Forte un giorno, debole l’altro.

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