Napoli Inter finisce 0 a 0. Chi esce meglio dal San Paolo?

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

Napoli-Inter

Grande attesa per il match clou della nona giornata di serie A che vedeva impegnate la prima contro la seconda, il calcio spumeggiante di Sarri e la solidità di Spalletti. Il miglior attacco contro la miglior difesa. In barba alle attese di grande partita e di bel calcio, il risultato finale è stato 0 a 0. Di solito quando si scontrano attacchi contro difese a vincere sono quasi sempre queste ultime (non è un caso se in Italia vince sempre chi ha la miglior difesa).

Un risultato che fa felice principalmente l’Inter che continua con il suo percorso di crescita in termini di consapevolezza e di gioco, mentre lascia un pò di amaro in bocca al Napoli che con una vittoria avrebbe davvero potuto cominciare una fuga per la vittoria.
Ma cosa ci dice veramente questo 0 a 0? Più merito della squadra di Spalletti o demerito di quella di Sarri?
Probabilmente la verità, come spesso accade, sta nel mezzo.

Entrambe le squadre hanno rispettato l’avversario senza osare eccessivamente. Dopo un primo tempo giocato a ritmi alti da entrambe, la ripresa faceva sperare in qualche fuoco d’artificio, ma invece 0 a 0 e tutti più o meno contenti. A parte le dichiarazioni di facciata del dopo partita fatte di “Handanovic migliore in campo” (Sarri) oppure “pretendevo di più dalla mia squadra, potevamo vincere” (Spalletti) vorrei darvi qualche spunto di discussione in più rispetto ai tantissimi che già girano sul web.

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Il Napoli non può competere per la vittoria finale se fa giocare sempre gli stessi giocatori. Non si può credere che i giocatori riescano a dare sempre e comunque il 100% se utilizzati ogni 3 giorni. E’ vero che si è fatto male Milik, ma possibile che non ci sia nessuno che possa giocare al posto di Mertens? Fu’ lo stesso Sarri a dirlo subito dopo le critiche che gli sono piovute addosso dopo la partita con lo Shakhtar per averlo lasciato fuori dall’inizio: “Mertens è un giocatore che fa dell’eplosività e dell’agilità i suoi punti di forza, deve necessariamente riposare”. Dopo l’infortunio di Milik ha giocato sempre… risultato 3 partite non solo senza segnare (Roma, Manchester, Inter) ma quasi come se non fosse in campo.
Insigne si era fatto male in Champions; fino all’ultimo Sarri ha provato a recuperarlo e alla fine ce l’ha fatta. Possibile che uno tra Giaccherini, Ounas, Rog, Zieliski non potesse degnamente sostituirlo? Meglio far giocare Insigne mezzo rotto che gli altri sani non è un messaggio sbagliato che si fa passare nello spogliatoio? Non è una mancanza di fiducia negli altri che non siano i soliti 13?

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Senza 17/18 giocatori tutti validi alla lunga le gambe scoppiano, soprattutto se le competizioni da affrontare sono 2. E i tifosi del Napoli che sperano di uscire dalla Champions (ce ne sono, fidatevi) non fanno i conti che a marzo arriva l’Europa League (non credo che il Napoli possa finire dietro al Feeyenord nel girone di Champions) che è ancora più stancante.
Serve dare fiducia a tutta la rosa, o quanto meno capire che se a volte un giocatore parte dalla panchina, poi può sempre subentrare e cambiare il volto alla gara. Se Sarri riuscirà ad ampliare, in questo senso, le sue vedute allora il Napoli potrà davvero vincere il campionato.

L’inter è sicuramente quella che guadagna di più da questo 0 a 0. A parte le dichiarazioni del suo allenatore, chiunque nell’ambiente Inter avrebbe firmato prima della gara per un risultato così.

handanovic

Handanovic-Skriniar, che muro per Spalletti

Fase difensiva degna per poter lottare per lo scudetto, ma proprio questa eccessiva difesa della propria porta rischia di rendere la coperta troppo corta. Proprio stamattina Ottavio Bianchi parlava ,su gazzetta.it, di “Inter da Catenaccio camuffato“. Mai definizione fu più azzeccata. L’Inter dà il meglio di sè quando si difende nella propria tre quarti e poi riparte veloce sulle fasce. Non è un caso che le migliori partite nero-azzurre siano arrivate su campi di squadre che impongono il proprio gioco, come Napoli e Roma. La squadra riesce a difendersi bene con 4 difensori abbastanza bloccati e almeno 2 centrocampisti a fare da filtro. Anche con il Milan i goal sono arrivati andando a recuperare palloni dagli avversari e non da manovre collaudate in fase offensiva.  Quando l’Inter ha fatto molta fatica? Quando ha trovato squadre chiuse, che non giocano ma pensano più a difendersi che ad attaccare (vedi Crotone, Spal, Bologna).
Può bastare per competere per lo scudetto? Negli scontri diretti forse si, perchè i tre davanti fanno davvero paura quando possono ripartire. Ma sono le cosidette piccole il problema dell’Inter. Forse non nel turno infrasettimanale (dove arriva la Sampdoria che è una squadra che vuole fare gioco) ma già la prossima settimana a Verona potremo avere la risposta a questi dubbi.
Lo scudetto è solo una questione Napoli- Inter o anche la Juve potrà dire la sua? Oggi alle 17 ne sapremo di più.
Buon campionato a tutti

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