Nazionale, altri tempi

Pubblicato il autore: FARALDI1972 Segui

Azeglio Vicini

Italia  – Macedonia, ieri sera un’altra debacle di Ventura&C. La Macedonia nel secondo tempo sembrava la squadra prossima a raggiungere gli spareggi play off per l’approdo al tabellone principale dei prossimi mondiali in Russia. Il primo tempo non era partito poi così male, un pò di gioco si è visto, soprattutto la rete azzurra è stata da manuale del calcio, verticalizzazione di Insigne per Immobile, Ciro passa al centro dell’area e Chiellini la butta dentro. Si va al riposo sull’1 a 0. Ma nel secondo tempo, l’Italia non combina granchè, infatti, è salita in cattedra la Macedonia , riuscendo addirittura a realizzare la rete dell’1 a 1. Pareggio giusto. A fine partita i vari giornalisti presenti all’Olimpico Grande Torino, intervistano  il povero Ventura : ” Mister, andremo ai prossimi mondiali, si sente in discussione ? ” Riavvolgiamo il nastro tra la metà degli anni’ 80 fino al 1990 anno dei mondiali ospitati dall’Italia. L’Italia del compianto Bearzot vinse senza alcun pronostico il mondiale 1982, più o meno la stessa squadra non riuscì dopo due anni a qualificarsi agli europei di Francia ’84. Dopo solo due anni l’Italia sempre comandata da Enzo Bearzot, partecipa al mondiale messicano da Campione del Mondo uscente, quella nazionale aveva perso per strada gente come Oriali, Graziani, Antognoni, Zoff etc. etc. Fu totalmente rinnovata, in quella spedizione c’erano volti nuovi e qualche giovane già campione del mondo 4 anni prima, Bergomi e Altobelli su tutti. I volti nuovi erano, Galli che sostituì Zoff, Beppe Baresi, Bagni, De Napoli, Di Gennaro, Nela, Tricella, Vialli e Aldo Serena. Quell’Italia non partì col piglio giusto, ma riuscì lo stesso a qualificarsi agli ottavi, dove , purtroppo, incontrò la Francia di le ‘ Roi’ Platini, non ci fu storia. I transalpini ci eliminarono grazie alle reti di Platini e Stopyra. Rientrati in Italia, partirono i processi alla spedizione azzurra. Al posto di Enzo Bearzot arrivò il nuovo che avanza, Azeglio Vicini. Il Ct romagnolo si era fatto conoscere grazie all’Under 21, difatti quella nazionale di futuri grandi stelle era riuscita ad approdare in finale contro la Spagna di Butragueño , perdendo ai calci di rigore. Vicini approdando alla nazionale maggiore, portò con se quell’ossatura, che in fin dei conti risultò quasi vincente, purtroppo a Euro ’88 non andò bene, c’erano nazionali più forti di noi. Basti pensare che trionfò l’Olanda del cigno di ” Utrecht Marco Van Basten e Ruud Gullit. Nel 1989 Vicini si  apprestava a gettare le basi per  costruire una grandissima nazionale , ci riuscì. Al Mondiale Italia’90, tra i favoriti c’eravamo anche noi. Da non dimenticare la numero uno, l’Argentina campione del Mondo a Mexico ’86, grazie anche alla ‘ Mano de Dios’ . In quel mondiale Diego Armando Maradona, fece il bello e il cattivo tempo. Torniamo alla nostra nazionale, in quel mondiale sfiorato, guarda caso per colpa dell’Argentina e dell’arbitro Vautrot che arbitrava all’inglese, brillò una nuova stella , il cui nome all’anagrafe è Salvatore Schillaci detto Totò. Fu il suo mondiale conquistando la classifica di capocannoniere e per noi italiani divenne un idolo delle ‘ Notti Magiche‘.  Purtroppo il sogno si spense con l’Argentina ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano chiusi sull’ 1 a 1 ( Schillaci e Caniggia). Ai rigori fu una mattanza, gli argentini andarono in finale grazie al portiere Goygochea, che neutralizzò i rigori di Donadoni e Serena. Alla fine di quel mondiale, ci rimasero impressi le gesta di Schillaci e un terzo posto. Per raggiungere i fasti di un tempo, eccetto la spedizione in Germania 2006, quello fu solo un caso , per avere una nazionale alla Vicini, bisogna riscoprire i vivai e le varie ossature Under . Possibilmente un allenatore che dia carisma e attributi ai giovani che si apprestano ad indossare la maglia azzurra.

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