Pazza Inter Amala. Spalletti ha trovato la cura alla “pazzia” nero-azzurra

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

Ormai non può essere soltanto un caso. Non può essere solo fortuna. 10 indizi danno necessariamente più di una prova. L’Inter di Spalletti c’è!! C’è come squadra per lottare fino alla fine almeno per i primi 3 posti, poi chi sa, nel calcio, tutto può accadere. La partita di ieri sera contro la Sampdoria è l’esempio della nuova Inter che è nata quest’anno, “pazza” ma consapevole della sua forza e proprio per questo motivo in grado di non gettare al vento partite che negli scorsi anni non sarebbero mai state vinte. I giocatori sono più o meno gli stessi delle ultime, inadeguate, stagioni; quindi il merito deve essere necessariamente dato all’allenatore. Spalletti è entrato a gamba tesa nell’ambiente Inter, portando la sua personalità forte nello spogliatoio senza giri di parole. Negli ultimi due anni ha provato a fare lo stesso anche nella Roma ma ha trovato ostacoli da ogni parte. La stampa locale, i giocatori simbolo (Totti), lo stadio di proprietà, la società americana, lontana ma allo stesso tempo estremamente rumorosa ed ingombrante in alcuni frangenti.

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All’Inter invece ha avuto carta bianca. E’ lui che gestisce l’ambiente, la società è presente ma sottobanco. Il suo modo di parlare, anche ai giornalisti, ha dato sicurezza ai giocatori. Ora tutti remano nella stessa direzione, perché hanno un comandante sicuro  che sa quello che vuole e sa trasmettere questa volontà ai suoi calciatori.

Icardi si è immedesimato perfettamente nel ruolo di capitano; ci mette voglia e cattiveria quando deve recuperare il pallone e rimane comunque letale quando è negli ultimi 16 metri.
Troppe volte nelle stagioni passate lo si vedeva passeggiare per il campo in attesa che il pallone transitasse dalle sue parti per provare a fare goal. Adesso non è più così; nessun personalismo o egoismo ma soltanto la voglia di vincere per la sua squadra. Se riuscisse a contribuire maggiormente alla costruzione della manovra diventerebbe senza alcun dubbio uno dei più grandi attaccanti in circolazione. Accontentiamoci per adesso, in effetti stiamo comunque parlando di un ragazzo di 24 anni.

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Quante volte negli anni scorsi la partita contro la Sampdoria sarebbe stata pareggiata se non persa. L’Inter ha fatto partite importanti in questi ultimi 5 anni, ma alla prima difficoltà si scioglieva facendo subentrare insicurezze che nessuno era in grado di eliminare. Tanti evocavano un mental coach, qualcuno stile Mourinho che più con la testa, che con la tattica, faceva vincere le partite. Spalletti ha sicuramente dato questo. Consapevolezza. Nelle ultime partite anche la manovra inizia a sembrare “spallettiana”. Al terzo goal di ieri sembrava di rivedere la prima Roma di Spalletti, fatta di verticalizzazioni continue e ricerca del compagno meglio piazzato per arrivare in porta col pallone. I 20 minuti finali non possono sminuire la prestazione complessiva della squadra, anzi in qualche modo la rafforzano. L’Inter è uscita dalla partita ma da grande squadra è riuscita a rientrarci giusto in tempo per non vanificare tutto. Il prossimo test è quello della maturità. Si andrà a Verona in casa di una squadra assetata di punti che proverà a chiudere ogni spazio pur di prendersi 1 punto. Se anche al Bentegodi arriveranno i tre punti, allora sarà ufficiale. L’Inter sarà pronta a lottare per lo scudetto e diventerà a tutti gli effetti la terza candidata, con Juve e Napoli, per la vittoria finale.

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