Roma, analisi (il)logica

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui

Siamo ormai ad Ottobre ed è tempo di vendemmia, si raccolgono i frutti della campagna estiva ma in questo caso non sono uva e castagne. Le scelte estive delle prime sei della classe stanno rispecchiando i valori in alcune di esse (vedi Napoli; Juventus; Inter e Lazio) mentre invece sono smentiti per il Milan, e per la Roma. I rossoneri presentati in “pompa magna” come i vincitori della prossima Champions League (senza peraltro parteciparvi) acquistano diversi giocatori dal dubbio valore ma spacciati per fenomeni, ed ora Montella si trova sulla graticola avendo già perso tre gare su sette in questo scorcio di campionato, incassando i dubbi di Silvio Berlusconi in persona. I giallorossi invece, orfani di “mister monologo” ovvero Luciano Spalletti, e di tre titolari ed altri elementi “insostituibili” sembrano destinati al limbo, lottandosi un posto in Europa League con Fiorentina; Torino e Sampdoria.

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Ed invece un allenatore preparatissimo (partito tra lo scetticismo generale) lo ha trovato, il portiere titolare (e lo aveva anche lo scorso anno) c’è e sta pian piano dimostrando il suo valore (per chi ancora è scettico, visto che in questa città si mette ancora in discussione Edin Dzeko). Il “falso” problema Rudiger anche quello è stato risolto, i centrali titolari restano Manolas (fresco di rinnovo) e Fazio con Juan Jesus (cresciuto molto) come prima riserva e Moreno a prendere il posto di Vermaelen, e per quelle volte che abbiamo visto la scorsa stagione il tedesco giocare (male) a destra facendo rimpiangere Bruno Peres si aggiungono al ruolo, Kardsdorp (che ancora non si è visto) ed il ritrovato Florenzi, l’altra fascia (aspettando Emerson) è di competenza di Kolarov tra i migliori di questo inizio stagione. A centrocampo ci sono 6 interpreti di assoluto valore (il Gerson entrato a S. Siro aveva grinta e voglia di fare, figlia di un nuovo corso che va consolidandosi), mentre è l’attacco che orfano di Salah non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi giallorossi, ma se di Dzeko si è detto tutto a sinistra Perotti ed El Shaarawy garantiscono una copertura del ruolo, Defrel che si è sacrificato nel ingrato compito di vice Momo (quando tornerà sarà lui il vice Dzeko) Under si è comportato in maniera esemplare aspettando l’acquisto più pagato dai giallorossi ovvero quello Patrick Shick di qui si parla un gran bene.

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Insomma Eusebio Di Francesco a molte frecce nel suo arco da utilizzare e non è uno sprovveduto come qualcuno voleva farci credere, e cosa di non poco conto conosce Roma meglio di chiunque altro visto che ha ricoperto diversi ruoli nella stessa (prima calciatore; poi dirigente ed ora allenatore). Le squadre davanti sono avvertite, la Roma c’è e vuole dimostrarlo, sabato prossimo sarà il banco di prova per eccellenza (anche se i giallorossi hanno già incontrato le milanesi) affrontando il Napoli che ha i favori del pronostico per questo torneo, se i giallorossi dovessero battere i partenopei non potranno più nascondersi, dando un segnale forte al campionato ed alla Champions League in vista della sfida di Londra con il Chelsea di Antonio Conte.

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