Serie A: un campionato mai così polarizzato

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Un campionato mai visto, quantomeno dalla stagione 2007/2008 a oggi. Al termine della decima giornata ci troviamo di fronte a una classifica di Serie A divisa in tre distinti tronconi: il gruppetto delle squadre che puntano allo scudetto e al piazzamento in Champions, quello delle formazioni di centro classifica e la lista di club che lotteranno per non retrocedere. La particolarità è che sembra alquanto difficile che alcune squadre possano passare da un gruppo all’altro vista l’enorme differenza dopo solo 10 giornate. Davvero molto difficile, ad esempio, immaginare a oggi un Milan in lotta per il quarto posto Champions visto che il distacco dei rossoneri dalla Lazio, attualmente quarta, è di ben 9 punti. Così come potremmo definire azzardato ipotizzare un crollo verticale di Chievo o Bologna nelle zone basse della classifica visto quanto stanno soffrendo nelle ultime posizioni squadre come Benevento (ancorato a zero punti), Spal e Crotone.

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L’aspetto più importante della classifica di quest’anno è, però, la forte concentrazione di formazioni nella parte alta della graduatoria. E non parliamo di tante squadre raccolte in pochi punti a causa dell’equilibrio del torneo, come accade in Serie B, quanto piuttosto di un appiattimento verso l’alto e verso la mediocrità del nostro campionato. E dunque non ci si può stupire più di tanto nel vedere Napoli, Inter, Juve e Lazio tutte raccolte in 3 punti ma con un ruolino di marcia da scudetto. Per intenderci la Lazio, quarta in classifica con 25 punti in questo campionato, sarebbe stata in vetta alla classifica in 8 delle ultime 10 stagioni.
Per assurdo, per andare in Champions al termine di questa stagione potrebbero non bastare 75 punti. Nelle ultime 10 stagioni nessuna squadra piazzatasi al quarto posto ha mai raggiunto questo numero di punti. La sensazione è che per conquistare la quarta posizione potrebbero servirne addirittura 80. Sicuramente il divario tecnico tra le big si è assottigliato tanto che per la lotta allo scudetto e anche alla conquista delle prime quattro posizioni saranno fondamentali gli scontri diretti. Difficile pensare, dunque, a una nuova Fatal Verona. Altri tempi, altra Serie A.

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