Spareggio mondiale Italia-Svezia: venduti 36mila biglietti al primo giorno di vendita

Pubblicato il autore: antoniopilato Segui

stadio di San Siro
Sale la febbre per lo spareggio mondiale tra Italia e Svezia. Esattamente tra una settimana ci sarà il match d’andata (10 novembre alla Friends Arena di Solna ore 20 45), ma la mente dei tifosi italiani è già proiettata al ritorno, in programma lunedì 13 novembre allo stadio Giuseppe Meazza di Milano (ore 20 45).
Infatti ieri è scattata la vendita dei tagliandi e risultati sono davvero clamorosi. In poco più di tre ore sono stati acquistati oltre 20000 tagliandi e dopo il primo giorno i numeri si attestano intorno alle 36000 presenze, a testimonianza di come ci sia voglia di spingere gli azzurri verso la rassegna iridata che si svolgerà in Russia la prossima estate.
Si va verso il tutto esaurito quindi e l’auspicio è che il buon legame tra l’impianto meneghino e la Nazionale prosegui. Fino ad ora a San Siro in 56 incontri disputati sono arrivati 37 successi, 17 pareggi e solo 2 sconfitte.
Per sensibilizzare ancor di più la gente ad andare allo state sono state istituite delle tariffe speciali, ovvero dei biglietti ridotti riservati alle donne, ai ragazzi fino ai 18 anni (nati dopo il 13 novembre 1999), agli over 65 (nati prima del 13 novembre 1952) e ai possessori della card Vivo Azzurro.
La Svezia però evoca ricordi agrodolci come il famoso “biscotto” con la Danimarca ad Euro 2004 e la vittoria ad Euro 2016 con rete di Eder nel finale.
Questo però fa parte del passato, tra gli scandinavi non c’è più Ibrahimovic, ma ci si gioca l’accesso al mondiale e quindi nonostante l’Italia sia favorita, bisognerà prestare molta attenzione onde evitare la “catastrofe nazionale”.
Solo una volta nella sua storia il Bel Paese ha dovuto assistere da casa ad un campionato del mondo: era il 1958 e si giocava proprio in Svezia.
Per quanto concerne gli spareggi, anche in questo caso c’è un solo precedente (fortunatamente positivo), nella fattispecie quello del 1997 contro la Russia  (1-1 a Mosca all’andata, 1-0 al ritorno a Napoli).
Stavolta il paese sovietico è la meta finale e anche se non è un momento prosperoso per il nostro calcio, a giugno bisognerà essere lì a tutti i costi.

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