Squalifica Bonucci, sicure 2 giornate di stop e l’assenza contro la Juve

Pubblicato il autore: Andrea Medda Segui

Bonucci si confronta con Giacomelli dopo essere stato espulso

Senza dubbio è il caso della giornata. Il cartellino rosso sventolato a Bonucci per la gomitata ai danni di Rosi fa discutere e costa al Milan una partita di sofferenza in inferiorità numerica. Il difensore rossonero, reo di aver colpito il diretto marcatore intenzionalmente, è stato mandato via dopo il consulto del Var da parte dell’arbitro Giacomelli. Espulsione che gli costerà sicuramente almeno 2 turni di squalifica. Salterà certamente la trasferta contro il Chievo ma soprattutto la super sfida contro la sua grande ex, la Juventus.

Bonucci, l’episodio dell’espulsione.

Minuto ’25. Il Milan può usufruire di un calcio di punizione in proiezione offensiva. Bonucci e Rosi vengono al contatto: il rossonero cade a terra ma si rialza senza grossi affanni, il difensore genoano, invece, resta a terra sanguinante al volto. Arrivano i soccorsi mentre l’arbitro Giacomelli non sembra aver ravvisato alcuna irregolarità. Ma dopo alcuni secondi l’attenzione del direttore di gara viene richiamata dall’arbitro di Var, Mazzoleni. Chiaro il segno con le mani dell’arbitro, c’è il consulto con la tecnologia. Dopo aver rivisto le immagini, nessun dubbio. Giacomelli si avvicina a Bonucci e gli mostra il cartellino: è rosso! La dinamica del gesto sembra non lasciare margini di interpretazione. La gomitata è volontaria. Nel tentativo di liberarsi dalla marcatura, anche questa ai limiti del fallo, il numero 19 rossonero sbraccia con troppa foga e colpisce al volto Rosi. Milan in dieci. E un’assenza che peserà non solo per il match in corso.

Bonucci, la squalifica gli costa la “sua” Juventus.

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Rosso diretto inevitabile e condotta gravemente antisportiva, punita dal regolamento con 2 turni di stop. Squalifica sicura per il difensore rossonero che salterà la trasferta di mercoledì a Verona contro il Chievo di Maran ma soprattutto il big match di sabato contro la Juventus.
Il passato che ritorna, ma che in questo caso non lo vedrà protagonista. Sarebbe potuta essere l’occasione del riscatto personale. Cancellare le critiche e dimostrare davanti ai suoi vecchi compagni di reparto di essere quel top player, ministro della difesa, che il Milan ha strappato proprio ai rivali bianconeri lasciandoli di stucco. E invece no, quel rosso e quello sciagurato movimento con le braccia gli costano, ancora una volta, le critiche e l’assenza, certa, nel match in cui indubbiamente avrebbe voluto e potuto fare la differenza.

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