Striscione Reggina-Catania, il giorno del verdetto

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

Striscione Reggina-Catania, il giorno del verdetto

L’ATTESA – È atteso questo pomeriggio il verdetto del Giudice Sportivo in merito allo striscione esposto, in occasione del match di sabato scorso, valevole per l’undicesima giornata del campionato di Serie C girone C, tra Reggina e Catania, da una frangia di pseudo tifosi del club amaranto nel settore loro riservato. La gigantografia, dal contenuto estremamente offensivo nei confronti dei tifosi ospiti del Catania, come è noto, invocava l’eruzione del vulcano Etna, accompagnato dall’affermazione che non vi sarebbe stato alcun elefante, simbolo della predetta città, a proteggere la popolazione.
Tuttavia, alla vigilia della pronuncia dell’organo giudicante della terza serie italiana, alcune vicende possono portare ad alcune interessanti novità. A scendere in campo, proprio ieri, è stato il Questore di Reggio Calabria, dott. Raffaele Grassi, che ha condannato senza mezze misure il gesto. In un’intervista rilasciata ai quotidiani locali, Grassi ha analizzato il fenomeno, anticipando tuttavia l’eventuale strategia che intenderà intraprendere l’apparato giurisdizionale sia penale che sportivo. Per il capo della Polizia di Reggio, l’episodio verificatosi nella Curva dello stadio Granillo è decisamente deprecabile, assolutamente censurabile e alla stregua da condannare con pene esemplari. Ma vi è di più, perché Grassi ha chiaramente affermato che la coreografia in questione non è stata concordata tra la società Reggina e la Questura, circostanza ancor più grave, perché potrebbe incidere e non poco sull’irrogazione delle sanzioni, specie in ambito sportivo, con conseguente utilizzo della cosiddetta “mano pesante” da parte del Giudice del calcio.
A completare la vicenda, vi sarebbe persino l’affermazione chiara ed inequivocabile del Questore, che qualifica la fattispecie in esame come un vero e proprio atto di discriminazione territoriale. E ciò potrebbe portare ad un deciso cambio di rotta in merito all’applicazione delle sanzioni, considerato altresì la fase embrionale della vicenda, che allo stato non ha ancora portato alla luce volti e nomi dei soggetti coinvolti.

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NUOVI SCENARI  E NUOVE POSSIBILI SANZIONI – Mentre la Procura fa il suo corso, coadiuvata dalla Polizia Scientifica che sta visionando minuziosamente le immagini al fine di procedere all’individuazione e conseguente notifica di provvedimenti di DASPO e/o sanzioni correlate, il Questore Grassi apre nuovi scenari che andrebbero ad incidere sulla tifoseria del club amaranto e correlativamente sulla stessa società del patron Praticò. Quest’ultimo, tra le altre cose, proprio ieri è stato ascoltato in Procura dal pubblico ministero titolare delle indagini al fine di discutere proprio sull’accaduto. Un inevitabile sviluppo della vicenda è legato alla segnalazione dell’episodio all’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive da parte della stessa Questura, così come chiaramente affermato dallo stesso dott. Grassi. E questo in ambito sportivo potrebbe tradursi nell’appicazione di nuove possibili sanzioni, una delle quali potrebbe essere rappresentata dal divieto di trasferta per i tifosi amaranto per un considerevole numero di gare.
Sembra scontata tuttavia una punizione esemplare che può portare come minimo alla squalifica della Curva autrice del gesto incriminato per una o più giornate. Ma considerato il tran tran mediatico della vicenda, non sono scontate sanzioni ben più gravi, come l’obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse e in campo neutro.
Tuttavia, l’accertata complicità della dirigenza della Reggina, come appunto acclarato dal Questore nell’intervista, potrebbe indurre il Giudice Sportivo ad applicare eventuali sanzioni a carico dei dirigenti, quali rappresentanti della stessa Società. Rischierebbe in tal caso anche il patron Praticò, nonché altri dirigenti, se venissero accertate ulteriori responsabilità.

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L’EVENTUALE RISERVA DEL GIUDICE SPORTIVO – In un simile contesto, non è scontata la pronuncia del Giudice Sportivo per questo pomeriggio. Infatti, qualora la documentazione e i mezzi di prova a disposizione dell’organo giudicante in ambito sportivo risultassero allo stato carenti e deficitari, si potrebbe avere un ulteriore scenario di questa tristissima vicenda. Il Giudice Sportivo potrebbe quindi riservarsi in merito alle decisioni sullo striscione, adottando tutti i provvedimenti conseguenti quando riterrà  più chiaro il quadro della vicenda e avrà nella circostanza tutta la documentazione a sostegno della sua tesi.
Un’ipotesi che non è assolutamente da scartare, proprio perché le Forze di Polizia ad oggi sono nel pieno della fase investigativa: la loro attività e gli sviluppi conseguenti potrebbero rappresentare un importante supporto per la formazione delle deliberazioni da parte del Giudice Sportivo.

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