Verona-Inter, nerazzurri scrivono la storia dopo 11 giornate è record di punti

Pubblicato il autore: Barbiera Vincenzo Segui


Verona-Inter, i nerazzurri scrivono la storia dopo 11 giornate, è record di punti.
La partita contro gli scaligeri è stata quella che ha permesso all’Inter di battere un record, di dare conferma a delle certezze della squadra ma di mettere anche a nudo alcune difficoltà.
Partendo dall’aspetto più lieto della serata al Bentegodi, l’Inter targata Spalletti, vincendo a Verona ha scritto una nuova pagina di storia nerazzurra: Mai in serie A, dal ’94-95 da quando si assegnano i 3 punti per la vittoria, una formazione interista aveva raggiunto quota 29 punti in classifica dopo 11 giornate.
Nemmeno l’Inter del Triplete dell’anno 2009-2010 fece meglio, infatti all’11° giornata si fermò a quota 28 punti dopo il pareggio con il Bari e la sconfitta con la Sampdoria.
Si fermarono invece a 27 punti l’Inter di Simoni  nel 1997-98 (che raggiunde il secondo posto alla fine del campionato, col famoso scontro Iuliano-Ronaldo nel primo anno del Fenomeno), di Mancini nel 2006-07 (con lo scudetto del dopo Calciopoli) e di Stramaccioni nel 2012-13, che proprio all’undicesima andò a vincere 3-1 in casa della Juve anche se poi in primavera vanificò l’ottimo rullino di marcia dell’andata concludendo la stagione con un misero nono posto.
Nel dopo partita Luciano Spalletti, ai microfoni di Sky, ha confessato che anche lui dà le pagelle nello spogliatoio ai suoi ragazzi e ieri sera ha voluto assegnare un meritato 10 a tutta la squadra per avere reagito al pareggio del Verona subito su calcio di rigore e avere portato 3 punti a casa che significano secondo posto in classifica e record storico.
Ma nonostante il record Spalletti deve fare i conti anche con ciò che ha espresso il gruppo in campo.
Delle certezze ci sono: A livello mentale la squadra in campo gioca e reagisce con vigore e lucidità; Regge bene agli urti degli attacchi avversari; In difesa sono compatti e ordinati; Il centrocampo corre tanto, si spende fino all’ultima goccia di sudore e compie entrambi le fasi di gioco brillantemente ; L’attacco è bene rodato e riesce sempre a fare male alle avversarie.
Dunque un equilibrata che corre, lotta, segna e vince.
Ma non è oro tutto quel che luccica, infatti i Nerazzurri vanno in affanno contro le così chiamate “piccole” piuttosto che contro le big del nostro campionato.
La spiegazione forse si può trovare nell’intensità e nella gestione della fase difensiva che fanno le “piccole” quando affrontano le big chiudendosi dietro la linea della palla e non lasciando molti spazi per la manovra avversaria.
Quindi negli ingorghi l’Inter va in difficoltà, perde un pò la bussola quando non ha molte linee di passaggio su cui far correre il pallone e i suoi uomini più tecnici e deve scardinare con una fitta rete di passaggi le difese avversarie.
Ne soffre anche Icardi che come unica punta non può usufruire di molti palloni in area, deve arretrare spesso per trovare la palla e per permettere ai suoi compagni di avere uno scarico utile alla circolazione della sfera e si ritova costantemente imbrigliato tra le maglie avversarie che lo circondano.
L’Inter contro le “piccole” offre prestazioni meno brillati, diventa “brutta” ma sa reagire con cattiveria e convinzione che comunque le permettono di portare a casa il risultato più utile.
Ancora tanto lavoro per mister Spalletti che dovrà lavorare tanto sotto l’aspetto tattico con i suoi ragazzi prima che avvenga il passo falso che potrebbe compromettere una stagione.

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