Alessandro Del Piero oggi compie 43 anni. La storia del capitano più rappresentativo della Juventus

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

Nasce il 9 novembre 1974 a Conegliano, un paesino in provincia di Treviso. Il suo nome è Alessandro Del Piero, e fin dalle giovanili del Padova Calcio, questo ragazzino basso ed all’apparenza fragile si fa notare per le sue giocate e per il suo indiscusso talento, che non è passato inosservato agli occhi di Giampiero Boniperti, che lo acquistò per la cifra di cinque miliardi di lire, nell’estate del 1993.
Subito inserito nella Primavera della Juventus, Del Piero contribuisce e partecipa alla vittoria del Torneo di Viareggio ed allo scudetto di categoria del 1994, ma il suo esordio in Serie A è datato 12 settembre 1993. A Foggia il match termina 1-1, ma quella sarà una data storica dato che al minuto numero 74, Del Piero subentra a Fabrizio Ravanelli e dopo pochi giorni debutta in Coppa UEFA contro il Lokomotiv Mosca.

Con la sua tecnica messa a disposizione nella squadra per la quale ha sempre tifato, Del Piero trascina la sua Juventus verso traguardi storici realizzando delle reti che rimarranno negli annali, come ad esempio quella siglata contro la Fiorentina nel 1994. L’apice della carriera lo raggiunge con la vittoria Champions League a Roma nel 1996 contro l’Ajax, rendendosi protagonista anche nelle annate successive grazie ai suoi incredibili gol “a giro” che sono diventati il suo marchio di fabbrica, definiti, per l’appunto, “gol alla Del Piero” come quello realizzato contro il River Plate nella finale di Coppa Intercontinentale giocatasi.
In breve tempo si carica sulle spalle la Juventus e diventa capitano, e la scelta di farlo diventare tale viene presa all’unanimità: Marcello Lippi racconta di come lo spogliatoio sia stato gran parte favorevole nell’assegnazione della fascia a Del Piero, con l’appoggio anche dell’avvocato Agnelli, che ha sempre avuto grande stima verso Alex, definendolo anche “Pinturicchio” in onore delle sue giocate, paragonate a delle pennellate degne di un artista. Inoltre l’avvocato ha sempre sostenuto che Del Piero sarebbe rimasto capitano della Juventus anche quando lui stesso non ci sarebbe stato più, e che lo avrebbe guardato con ammirazione per sempre.

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Ma una delle stagioni più dure doveva arrivare: l’8 novembre 1998, proprio il giorno prima del suo compleanno, Del Piero si infortuna gravemente sul campo di Udine al legamento crociato del ginocchio sinistro ed è costretto a rimanere fuori dai giochi per molto tempo. Si riprenderà molto lentamente, come da prassi in casi come questo e non riesce più ad eseguire le giocate fluide che gli riuscivano prima dell’intervento. Nel frattempo viene a mancare il padre nel corso del 2001, e nel match di Bari del 18 febbraio dedica a lui tra le lacrime la sua rete realizzata. E da lì inizia la ripresa di Del Piero e torna ad essere decisivo negli anni successivi e grazie alle sue reti la Juventus torna a vincere due scudetti nel 2002 e nel 2003, sfiorando anche la vittoria della Champions League persa a Manchester contro il Milan di Ancelotti, che non ha avuto fortuna quando allenava i bianconeri, arrivando due volte consecutive al secondo posto in classifica. Nel 2005 da una sua invenzione nasce il gol di David Trezeguet contro il Milan a San Siro: una rovesciata al limite dell’area di rigore manda in rete il giocatore francese, per quella che diventerà una delle reti più belle del campionato, che poi verrà revocato insieme al successivo a causa dello scandalo Calciopoli che costa alla Juventus un’annata in Serie B. Ma Del Piero è deciso a rimanere insieme agli altri senatori, e trascina la Vecchia Signora a suon di gol verso la Serie A, divenendo il miglior marcatore della stagione cadetta. Così nel 2007/2008 Del Piero è nuovamente protagonista e ancora si laurea miglior marcatore stagionale, portando la Juventus al terzo posto in classifica, qualificandosi per il preliminari di Champions League della stagione successiva.

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La stagione 2008/2009 è ricordata soprattutto per la lunga standing ovation che gli è stata tributata dopo la doppietta siglata al Santiago Bernabeu di Madrid contro il Real, e quello diverrà uno dei momenti più belli della carriera di Del Piero, definito da Diego Maradona “un giocatore che non invecchia mai”.
Purtroppo però il tempo passa per tutti, e dopo quella stagione terminata al secondo posto con i vari problemi accusati dalla Juventus durante il campionato, arrivano i due settimi posti consecutivi. Ma il capitano della Juve non si arrende, e al termine della stagione 2010/2011 annuncia il prolungamento del contratto di un altro anno, cosa che non è stata gradita dal presidente Andrea Agnelli che nell’ottobre 2011 annuncia il ritiro di Del Piero al termine dell’annata, che poi si concluderà con lo scudetto vinto dalla Juventus di Antonio Conte, dove però Alex non troverà molto spazio, ma riesce comunque a fare emozionare il nuovo Juventus Stadium, proprio quello stadio che lui aveva inaugurato l’8 settembre 2011 in quella serata magica quando al centro del campo c’era una panchina, simbolo della fondazione della Juventus, sulla quale era seduto lo stesso Giampiero Boniperti, l’uomo che lo ha scoperto, accanto allo stesso numero 10 bianconero.

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Successivamente anche grazie ai suoi colpi ed alle sue magie realizzate contro Inter, Lazio, Atalanta e Roma la Juventus riuscirà a vincere nuovamente lo scudetto e ad arrivare in finale di Coppa Italia
L’ultima partita giocata da Del Piero in Serie A è datata 13 maggio 2012, quando al minuto numero 60 esce dal campo nel match vinto 3-1 contro l’Atalanta, sostituito da Simone Pepe. In quel momento la partita si ferma, non ha più importanza e migliaia di occhi si bagnano di lacrime per l’ultimo addio del capitano nel nuovo stadio. Del Piero, al ritorno in panchina, decide di fare un lungo giro di campo, interminabile, mentre i tifosi lo acclamano e si commuovono, lanciandogli sciarpe bianconere. L’eterna bandiera della Juventus aveva deciso di appendere le scarpette al chiodo, lasciando lo spazio a nuovi talenti che nel futuro indosseranno la maglia numero 10, tanto cara all’avvocato Agnelli.

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