Apocalisse azzurra. Ma…

Pubblicato il autore: Gianluca Vitali Segui

Alla fine è successo davvero. Il disastro tanto annunciato alla vigilia è avvenuto sotto i nostri occhi ieri sera. I nostri occhi lucidi, lucidi come quelli di capitan Buffon a fine partita. Increduli, come quelli di Bonucci, De rossi, Barzagli, Belotti. Degli occhi che tradiscono amarezza, tristezza e rabbia. Perché noi ci credevamo davvero in fondo;  perché un mondiale non è un mondiale senza l’Italia, e perché quella maglia azzurra per noi è come una seconda pelle, sempre da onorare; perché sapevamo che in campo sarebbero scesi 11 guerrieri, pronti a dare battaglia al nemico, pronti anche a morire sul campo pur di non uscire sconfitti.
Questa volta però non è bastato, gli svedesi hanno prevalso, con fortuna, astuzia, forza, e noi siamo fuori dal Mondiale.
Quel Mondiale che tanto aspettiamo ogni 4 anni, che ci trasmette milioni di emozioni, che ci fa ricordare le notti magiche di Madrid e di Berlino, che ci fa tornare bambini, ci è stato strappato ieri sera. E il nostro cuore piange. Piange perché con esso ci hanno portato via anche un sogno, le notti in spiaggia con gli amici, le pizzate, le birre, le discussioni al bar. Tutto spazzato in una notte. Una terribile notte.
Ora però non è tempo di piangere; è tempo di arrotolarsi le maniche e ricostruire un intero sistema che ha fallito tremendamente per chi di dovuto, ma è anche il tempo di sperare per tutti noi tifosi.
Sperare si. Avete capito bene. Perché noi siamo un popolo che risorge dalle ceneri come una bellissima fenice; perché noi siamo un popolo di sognatori, di lottatori; perché siamo sempre pronti a unirci quando il gioco si fa duro, e siamo sempre disposti a tendere la nostra mano e ad abbracciare il nostro compagno che ci chiede aiuto; perché noi siamo un popolo che stupisce tutti quando ci danno tutti per spacciati.
E allora rialziamoci amici, e dimostriamo al mondo chi è veramente un italiano. Onorando la Maglia, onorando la Nazione, onorandoci l’un l’altro.
Grazie cara e bella Italia.

Leggi anche:  Inter, un anno di Eriksen: ripercorriamo i 365 giorni nerazzurri del danese

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: