Atletico Madrid e Simeone connubio al capolinea?

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

Ci sono storie che sembrano non dover finire mai; che per le caratteristiche dei personaggi in gioco sembrano essere scritte per durare oltre ogni difficoltà. Simeone e l’Atletico Madrid: Il Cholo e i Colchoneros. Si sono incontrati quando Diego era un giocatore, importante ma non affermato come invece è riuscito a diventare proprio in maglia bianco rossa. E poi di nuovo come allenatore dove allo stesso modo Simeone è riuscito ad affermarsi come uno dei più importanti allenatori del panorama mondiale.

Tra i tanti successi come dimenticare l’impresa di vincere la Liga nel 2014 davanti alle corazzate Real Madrid e Barcellona e l’incredibile finale di Champions League dello stesso anno persa soltanto negli ultimi secondi a causa della zuccata di Sergio Ramos. Da lì in poi tante voci si sono susseguite sul futuro di Simeone e sulla possibilità di lasciare Madrid per altre esperienze all’estero. Ma il Cholo è uomo d’onore e ha deciso di tatuarsi addosso la maglia dell’Atletico Madrid rinnovando fino al 2020.

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Dal 2014 in avanti i risultati dell’Atletico Madrid sono andati ad intermittenza con un’alternanza annuale di estrema precisione, stile orologio svizzero; un anno di transizione e un anno ad alti livelli (soprattutto in Europa). Infatti altra finale di Champions nel 2016 e ancora una sconfitta sempre contro i rivali del Real. Era come se Simeone dovesse prendersi un anno di transizione per ricaricare la squadra, per far assimilare ai nuovi giocatori i principi basi del Cholismo. E il 2016/2017 è stato effettivamente un anno di transizione e in molti pensavano che quest’anno l’Atletico Madrid potesse essere ancora una volta la mina vagante d’Europa e di Spagna, pronta a lottare su due fronti almeno fino alla fine.

E invece dopo 3 mesi di stagione l’Atletico Madrid non riesce a ripartire. Ha ricominciato da dove aveva lasciato lo scorso anno con prestazioni assolutamente non convincenti fatte della solita fase difensiva ma di pochissime idee in attacco. Non a caso l’Atletico Madrid in 1o partite di Liga e 4 di Champions ha perso una sola volta contro il Chelsea di Conte ma ha pareggiato partite che una volta vinceva senza problemi come quelle contro il Qarabag.

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Non deve essere facile riuscire ad inculcare ai propri giocatori sempre gli stessi ideali di gioco fatti di grinta, attenzione, abnegazione. Forse non è semplice ne per i giocatori assimilare questi concetti ne per l’allenatore farli assimilare. Come accade anche nelle coppie più affiatate dopo anni di convivenza subentra l’abitudine e la passione dei primi momenti viene dimenticata e accantonata. E nel calcio, soprattutto in quello di Simeone se non c’è passione tutto diventa più difficile.
Sicuramente non è un problema di uomini perché l’Atletico Madrid può vantare una delle rose più interessanti d’Europa fatta di giocatori di esperienza e di giovani di sicuro avvenire. E allora perché la squadra non risponde? Perché l’Atletico Madrid dà sempre l’impressione di non riuscire a dominare con la testa e la personalità le partite come faceva fino ad un paio di anni fa?
Siamo arrivati alla fine di un’era?Il Cholismo è ancora un calcio efficace? Soprattutto lo è ancora all’Atletico Madrid? Oppure è arrivato il momento di cambiare per cercare un nuovo ambiente “vergine” in cui ripartire?

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Nessuno saprebbe rispondere a queste domande se non il diretto interessato e cioè proprio Diego Pablo Simeone.
Probabilmente per provare ad affermarsi come uno dei più grandi allenatori di sempre Simeone deve provare a sdoganare il suo calcio lontano dalla sponda Atletico di Madrid. Per capire se davvero il Cholismo è un modo di giocare che va bene solo per i Colchoneros o può essere applicato anche in altri ambienti.
Magari in Italia, perchè no.
La Champions ormai è quasi andata, chissà che l’Europa League e la possibilità di vincerla ancora una volta non darà gli stimoli necessari per ripartire con il piede giusto.

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