Buffon, la carriera in Nazionale iniziata e conclusa con uno spareggio

Pubblicato il autore: Anna Rosaria Iovino Segui


Nessuno si aspettava un epilogo così triste ieri sera con l’Italia eliminata dalla Svezia nel playoff valido per la qualificazione ai Mondiali 2018. La qualificazione alla prossima rassegna iridata era il grande obiettivo di Gigi Buffon che, in Russia, avrebbe concluso la sua carriera da calciatore.

Uno strano destino quello di Gianluigi Buffon. Il portiere ha iniziato e concluso la carriera in nazionale allo stesso modo: con uno spareggio valido per la qualificazione a un Mondiale. A ottobre 1997, un giovane Buffon esordiva in nazionale maggiore nel playoff contro la Russia in seguito ad uno stiramento ai danni del primo portiere, Angelo Peruzzi e all’infortunio a partita in corso di Pagliuca. Grazie anche alla sua eccellente prestazione, con le numerose parate nella sfida disputata sotto la tormenta a Mosca, Gigi contribuì alla qualificazione della nazionale ai mondiali di Francia.

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Ieri sera, dopo vent’anni da Mosca, l’Italia si è ritrovata nella stessa condizione: spareggio per accedere al mondiale, Buffon in porta. Questa volta però la squadra non è riuscita a battere l’avversario di turno e Buffon, al mondiale, l’ultimo a cui potesse accedere, non ci andrà. fine partita Buffon si presenta ai microfoni in lacrime, segnato dal dolore e si scusa con tutti gli italiani. Le sue parole hanno toccato tutti: “Dispiace non per me, ma per il movimento. Abbiamo fallito qualcosa che poteva essere importante a livello sociale. Questo è l’unico rammarico che ho perché il tempo passa ed è tiranno, ma è giusto così. Mi dispiace anche che sia la mia ultima gara ed è finita così: segnata dall’eliminazione dal Mondiale”. Da uomo squadra, Gigi evidenzia  le colpe di tutti: “Potevamo fare di più, non abbiamo fatto il meglio di quello che si poteva. Ci è mancata la lucidità di fare gol. Tutto è stato segnato anche dagli episodi, ma quando ti va male, non ci puoi fare molto. Non hai colpe. Dopo la sconfitta contro la Spagna non siamo stati più gli stessi. Abbiamo avuto un contraccolpo pazzesco”. Poi un augurio per il futuro: “Donnarumma e Perin non mi faranno rimpiangere”. 

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