Cannavaro e il futuro di Buffon: “Numero uno della Figc”

Pubblicato il autore: Daniele D'Amico Segui

Fabio Cannavaro dopo la debacle della nazionale dice la sua: «Ancora non ci siamo resi conto veramente di quello che è successo. Si è dimesso Tavecchio. Ma è calato il silenzio. Perdere un’occasione di rinascita? Mi auguro di no. È il momento che qualcuno ci metta la faccia e decida di fare nuove regole. La svolta può partire solo da questo. Abbiamo vinto 4 Mondiali: siamo rispettati. A volte diamo poca importanza a noi stessi e guardiamo sempre gli altri. Ma noi per anni siamo stati un punto di riferimento. Troppa esterofilia? Si , in campo e fuori».

Uno dei motivi della tragedia? Certamente i settori giovanili. «Vincere ha fatto più male che bene, perché si è smesso di curare i vivai. L’unico modello da cui imparare è quello tedesco» afferma Fabio Cannavaro, il quale continua: «Vanno insegnati i fondamentali della tecnica, della coordinazione, dell’uno contro uno. Invece sento parlare di linea a 4 o di fuorigioco. Gli allenatori non devono sfogare la loro repressione sui giovani. Nella semifinale del mondiale, ho fatto un anticipo  da cui è partita l’azione del gol grazie all’insegnamento di uno dei miei primi allenatori».

«Ben vengano giocatori di altre nazioni, ma a parità di qualità devono giocare gli italiani, non è razzismo, ma a livello regionale, i nostri ragazzi crescono più tardi degli altri». Questo è il pensiero di Fabio Cannavaro sui tanti stranieri che ci cono nel calcio italiano, e sulla Nazionale afferma: «Ancelotti non basta, come si dice a Napoli, è come mettere le pezze a colori. Carlo è perfetto ma maschererebbe il problema. Bisogna prima  cambiare le regole e riformare i campionati. Non ci sono tutti questi giocatori per tenere in vita 42 squadre di serie A e serie B» Buffon? «Lui sarebbe un ottimo presidente della F.I.G.C. Lui e Pirlo li vedo bene dietro ad una scrivania”. Non poteva mancare un accenno al campionato: “La rosa della Juventus è pazzesca, è una delle più forti degli ultimi anni. Dunque resta Allegri il favorito. Alla fine vincerà sempre la difesa migliore. Il napoli sta capendo come vincere le partite sporche, quelle in cui non brilli come a Udine. L’Inter, in silenzio si sta inserendo, mi ricorda la Juve di Conte». 

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