Chievo-Napoli: Mertens c’è, Maran ironizza “Come fermarli ? Devo chiamare Spalletti…”

Pubblicato il autore: Anna Rosaria Iovino Segui


Il Chievo Verona prima della sosta di campionato ospiterà la capolista, e l’allenatore sa bene che non sarà una partita facile. Ad oggi, l’unico avversario che è stato capace di fermare i partenopei è stato l’Inter di Spalletti, ottenendo un pareggio.

Rolando Maran, alla vigilia della partita Chievo-Napoli, intervistato dalla Repubblica, ha sottolineato la forza degli avversari, ma ha anche parlato delle analogie tra la sua squadra e quella degli azzurri. Il ct del Chievo, alla domanda come andrebbe fermato il Napoli, considerando anche la sicura presenza di Mertens, ha risposto: “Bisognerebbe chiamare Spalletti. Fino ad ora in Italia è stato l’unico che ci è riuscito. Anche se non abbiamo grandi obiettivi come gli avversari, nel nostro piccolo inseguiamo anche noi il nostro obiettivo tramite il gioco. Contro il Napoli possiamo perdere, ma non cambiamo il nostro DNA. Vengono fuori partite divertenti, anche se ultimamente sono gli altri ad essersi divertiti”.

Il Napoli è un avversario temibile non solo in campionato dove sta dominando fin dall’inizio, anche in Europa sta dimostrando la sua identità. Sulle ultime due sfide europee del Napoli, giocate contro il Manchester City di Guardiola, Maran ha parlato dei complimenti di quest’ultimo alla squadra di Sarri, dicendo: “Conosco bene Pep Guardiola, in passato abbiamo cenato tante volte e passato insieme tante ore a parlare di calcio,  quindi sono certo che i complimenti di Guardiola sono sinceri”. Sulla scia dei complimenti dell’allenatore del City, evidenzia anche i propri: “La squadra di Sarri ha una grande capacità di recuperare palla appena l’ha persa. In breve tempo scatta un meccanismo aggressivo, tipica fame che di solito leggi negli occhi dei provinciali. La potenza dei partenopei sta anche nella frequenza e nella velocità dei passaggi”. L’intervista continua spostandosi su analogie tra i due allenatori, in quanto Sarri è un ex bancario, mentre Maran è stato ragioniere dell’azienda di famiglia, adesso entrambi sono allenatori, ma il tecnico del Chievo interviene sul giornalista e dice: “Così è troppo romanzato, in realtà ci lavoravo d’estate nell’azienda dei miei. Poi ho intrapreso una strada diversa. È stato molto difficile affermarsi, nella mia carriera ho avuto tre esoneri e due volte su tre sono stato richiamato. Non solo, per allenare in Primavera ho avuto bisogno, all’inizio, di essere affiancato da un tutor. Proprio per questo il primato conquistato da Sarri è stato come un premio a un’intera generazione di allenatori che, come me, hanno fatto una lunga gavetta”.

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