Crema-Pergolettese, le suggestioni di un derby mancato 42 anni (gallery)

Pubblicato il autore: Stefano Severi Segui

Dopo l’antipasto di Coppa Italia di Serie D ad Ottobre, che ha fatto incontrare nuovamente il Crema e la Pergolettese dopo ben 42 anni, la sfida si è ripetuta nel più appetibile scenario del campionato di Serie D.
Crema, storica città incastonata tra Milano e Cremona, ha 35.000 abitanti. Una demografia non troppo vertiginosa che non impedisce al suo interno la convivenza tra due fazioni completamente opposte l’una dall’altra.
Da una parte la Pergolettese, o Pergocrema come preferiscono chiamarla i suoi tifosi, nata nel 1932, con la maggior continuità nei campionati professionistici dagli anni ’70 in poi; dall’altra parte il Crema, sodalizio storico nato nel 1908 e che vanta tre partecipazioni al campionato di Serie B.
Bianconeri da una parte e gialloblu dall’altra rappresentano anche due modi agli antipodi di tifare la squadra: più compassato e silenzioso il sostegno dei supporters del Crema; passionale, rumoroso e sicuramente anche più numeroso quello degli appassionati del Pergocrema.
Parliamo di un derby sentito che già ad Ottobre aveva portato sugli spalti del Voltini oltre 3.000 spettatori.
I numeri di questo anticipo del Sabato sera non si ripetono, ma il dato ufficiale si attesta comunque intorno alle 2.500 presenze. Praticamente piena la tribuna centrale con netta maggioranza di tifosi del Crema, piena solo a metà la Curva Nord, quasi esaurita la Curva Sud dei gialloblu mentre i distinti si dividono tra le due fazioni, con una maggioranza, almeno a occhio, di tifosi pergolettesi.
Nonostante il Crema punti ad un campionato senza patemi e la Pergolettese all’ascesa tra i professionisti, per la seconda volta in due partite il derby dice Crema, sfavorito nei pronostici iniziali; già in Coppa Italia i rigori avevano determinato l’eliminazione della Pergolettese, mentre stavolta ci pensano le reti, una per tempo, ad opera rispettivamente di Porcino al 38° e Pagano all’87°, a stabilire la supremazia cittadina.
Eppure la Pergolettese non ha assolutamente demeritato in campo, tanto che se avesse vinto la contesa in pochi avrebbero potuto contestare qualcosa. Nonostante la mole di occasioni prodotta e un maggior peso nelle linee centrali, i gialloblu hanno peccato di concretezza, con la sfortuna che ci ha messo del suo (basti pensare alla traversa colpita all’85° da Poesio, due minuti prima del raddoppio del Crema).
Ciò nonostante, i bianconeri hanno avuto il merito di fare una partita quasi perfetta, gestendo i rischi e, come detto, facendosi aiutare dall’imprecisione avversaria e dalla buona sorte.
Il merito della formazione di Porrini è stato quello di non farsi mai schiacciare nella propria area nonostante la pressione della Pergolettese, evidenziando anche un’ottima gestione delle ripartenze.
Alla fine più che leciti i festeggiamenti di giocatori e staff del Crema, mentre la delusione di giocatori e tifosi della Pergolettese è palpabile.
Sull’atmosfera sugli spalti ben poca la partita. Il confronto tra le due curve è stato impari, con un sostegno veramente incessante della Sud, che ha sfoggiato due coreografie all’inizio della partita e in avvio di ripresa. Al fianco dei gialloblu presente una rappresentanza di tifosi piacentini, per rinsaldare l’amicizia tra le due tifoserie.

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