Diego-Juve, quanti rimpianti: “dovevo restare un altro anno”

Pubblicato il autore: Santo Di Vico Segui

Diego alla Juventus (foto images.performgroup.com)

Diego Ribas da Cunha rientra con grande probabilità nella lista dei più grandi rimpianti della recente storia della Juventus. Il trequartista brasiliano (dal 2016 in forza al Flamengo) ai microfoni della Bild è tornato a parlare della Vecchia Signora e più in generale di una carriera contraddistinta da alti e bassi, proprio come le 47 partite disputate in maglia bianconera nella stagione 2009-2010.

Diego: per la Juve ho rifiutato Bayern e Real

In un’intervista esclusiva rilasciata al principale organo di stampa tedesco, Diego ha dichiarato: “Avevo ricevuto un’offerta da sogno dal Bayern, addirittura migliore di quella della Juventus. E anche il Real Madrid mi volevaAbbiamo avuto dei colloqui. La Juventus mi contattò tre volte alla fine della stagione in Bundesliga e tutti, da Ronaldo ai brasiliani che già avevano giocato lì, sono rimasti entusiasti della Juve e del calcio in Italia. Decisi di cambiare, volevo un nuovo Paese. Se dovessi decidere oggi rifarei le stesse scelte“.
La stagione 2009-2010 doveva essere quella della definitiva consacrazione per uno dei talenti più cristallini del calcio brasiliano di quegli anni. L’impatto di Diego alla Juve fu devastante, come dimostrato dalla celebre doppietta rifilata in un Roma-Juventus di inizio stagione terminato 1-3 per i bianconeri di Ferrara. Poi qualcosa andò storto: la Juve uscì prematuramente sia dalla fase a gironi dalla Champions e allo stesso tempo perse terreno anche in campionato. Dati e prestazioni alla mano Diego fu tuttavia uno dei meno negativi di quella annata, conclusa con 7° posto e con l’esonero di Ferrara (sostituito da Zaccheroni sino al termine del campionato). L’estate successiva arrivò Del Neri sulla panchina bianconera. Il tecnico friulano, intenzionato a giocare col 4-4-2 (modulo non affine alle caratteristiche di Diego) avallò la cessione del brasiliano al Wolfsburg. A distanza di anni Diego ritorna con la mente a quei tempi e afferma: “Non ebbi pazienza. Oggi, con la maturità acquisita non me ne sarei andato subito. Sarei rimasto almeno un altro anno“.

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