Esonero Montella, Gattuso la scelta giusta per il Milan ? I precedenti non sono favorevoli a Rino

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Milan-Genoa


Esonero Montella, Gattuso al timone rossonero.
Saturno divora i suoi figli”è un quadro del pittore spagnolo Francisco Goya. Secondo la cosmogonia greca Crono, essendogli stato profetizzato che uno dei suoi figli lo avrebbe soppiantato e privato del potere, li iniziò a divorare uno a uno. La moglie Rea riuscì a porre in salvo solo Zeus, il sestogenito, che mise provvidenzialmente in salvo nell’isola di Creta. Qui Zeus crebbe, nutrito dalla ninfa Adrastea con il latte della capra Amaltea, e diventato adulto affrontò il padre, lo obbligò a restituire i figli ingoiati e lo spodestò dal trono, diventando il signore supremo di tutti gli dei. Un po’ quello sta succedendo al Milan da gennaio 2014. Dal giorno dell’esonero di Massimiliano Allegri, la panchina milanista è diventata proprio come il dio Saturno. Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi e ora Montella, tutti cacciati in meno di quattro anni. Il tecnico napoletano è stato il più “longevo” tra questi, rimanendo in sella 571 giorni. L’Aeroplanino era stato scelto da Nicholas Gancikoff, amministratore delegato in pectore del nuovo Milan, con il placet di Adriano Galliani. Poi la cordata cinese che faceva capo a Gancikoff si è defilata ed è arrivata quello di Han e Yonghong Li, con Fassone come amministratore delegato.

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Esonero Montella, l’agonia è finita. Dopo aver vinto la Supercoppa Italiana e aver riportato il Milan in Europa League Montella si era guadagnato conferma e rinnovo del contratto. Il mercato estivo rossonero ha generato tante, forse troppe, aspettative su una squadra totalmente nuova. 11 nuovi acquisti, ma con tanti giocatori da scoprire e inserire nel Milan. Dopo l’estate arriva l’autunno. Le prime sconfitte, soprattutto con Lazio e Sampdoria, hanno incrinato il rapporto tra allenatore e dirigenza. Da lì in poi una lunga agonia, fino alla partita con il Torino. Sopravvalutazione della squadra, un po’ di sfortuna, qualche incomprensione e l’inevitabile esonero. Montella lascia il Milan in mano a Rino Gattuso, sarà Ringhio la prossima vittima della panchina divoratrice di allenatori?

Esonero Montella, Gattuso come Seedorf-Inzaghi?

Esonero Montella, la patata bollente passa a Gattuso. A pensar male di fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca. Alzi la mano chi non aveva pensato che l’arrivo di Rino Gattuso sulla panchina della primavera del Milan non preludesse ad un suo approdo in prima squadra. Ringhio stava facendo molto bene con i giovani milanisti. Con il suo 3-4-3 era arrivato ai vertici del campionato primavera. Ora avrà il “suo” Milan in mano. Gattuso sarà un semplice traghettatore, farà come Seedorf e Inzaghi o sarà l’allenatore del Milan per tanti anni? Ringhio rispetto ai suoi predecessori ha un po’ di esperienza in più. Palermo, Ofi Creta, Sion e Pisa prima del ritorno a Milanello. Una promozione in B con i toscani il suo miglior risultato.

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Gattuso è un combattente, forse il combattente per eccellenza. Come Seedorf e Inzaghi all’inizio avrà molto credito tra i tifosi visto il suo grandissimo passato rossonero. Finita la luna di miele, anche Ringhio dovrà fare i conti con i risultati. Il Milan è lontano 11 punti dalla zona Champions League ed è nei sedicesimi di Europa League. Non sappiamo cosa gli chiederanno Fassone e Mirabelli. La cosa certa è che se Gattuso fallirà in prima squadra difficilmente tornerà ad essere l’allenatore della Primavera, così come fu per Inzaghi. Rispetto ai suoi predecessori Gattuso ha una squadra migliore, ma ancora senza identità e impaurita. San Siro ha espresso il proprio disappunto al fischio finale di Milan-Torino. Ora l’alibi Montella non c’è più. Tutti a Milanello dovranno farsi un esame di coscienza per capire dove si è sbagliato fino ad ora. Tutti.

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Esonero Montella, Bacca e Berlusconi esultano sui social

Esonero Montella, messaggi al veleno di Bacca e Berlusconi. Il primo a far sentire la sua voce sui social per commentare l’esonero di Vincenzo Montella è stato Carlos Bacca. “Dio tarda ma non dimentica mai“, così l’attaccante colombiano che non ha mai avuto un gran feeling con l’ormai ex allenatore del Milan. Anche Silvio Berlusconi ha espresso pubblicamente il suo in bocca al lupo al “suo vecchio guerriero” Rino Gattuso. L’ex presidente rossonero ha postato una frase, non nominando mai Montella, conclusa con un bel Forza Milan. In tempi di campagna elettorale fa sempre comodo.

 

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