Griezmann subisce il fascino della MLS: “Voglio giocare in USA”. Ma il campionato americano cresce a due velocità

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Antoine Griezmann torna sotto la luce dei riflettori del calciomercato, ma non stiamo parlando delle imminenti sessioni che si apriranno nel 2018 ma di una prospettiva più futura. Rinato (calcisticamente parlando) con la splendida rete in rovesciata ai danni della Roma nella quinta giornata della fase a gironi della Champions League, interrompendo così un digiuno di gol che perdurava da due mesi, l’attaccante dell’Atletico Madrid si appresta a lanciare la sua biografia ufficiale, sulla scia di molti suoi colleghi che non aspettano di finire la carriera prima di fare un bilancio della propria vita.
Ebbene, dalle anticipazioni circolate per la stampa Griezmann sorprende affermando di puntare ad un obiettivo che si trova fuori dai confini europei e che sta conquistando sempre più calciatori e no, non è la Cina, ma la Major League americana.

Griezmann MLS: ma il campionato USA è davvero in crescita?

Le parole di Griezmann infatti non lasciano adito a fraintendimenti: se le grandi squadre del vecchio Continente, Barcellona in testa, si ritrovano puntualmente sulle sue tracce, nonostante le Petit Diable abbia rinnovato con l’Atletico sino al 2022, il Colchonero spiazza tutti dichiarando urbi et orbi che un giorno giocherà nella MLS. Il motivo risiede non tanto nel vile denaro ma per la fascinazione che Griezmann subisce dallo sport made in USA, a partire dalla NBA, sua grande passione.
La MLS, insomma, potrebbe non essere più in futuro un cimitero degli elefanti a fine carriera ma una nuova prospettiva di carriera anche per i top player sulla cresta dell’onda. Il nazionale francese è rimasto colpito dalla scelta di Carlos Vela, l’ex compagno di squadra quando i due militavano nella Real Sociedad: il messicano ex Arsenal infatti dal prossimo anno sarà in forza al Los Angeles FC, squadra che proprio dal 2018 inizierà ufficialmente la sua avventura nella MLS.
Ma non solo gli unici: sono recenti le voci secondo cui un giocatore di alta gamma come Robert Lewandowski possa sbarcare in America, proprio nella sponda losangelina (o tra i veterani Galaxy o nella neonata FC), almeno secondo i desiderata della moglie Anna, foodblogger che ammette come lo sbarco del marito, colonna del Bayern Monaco, possa essere una manna dal cielo per “sviluppare i nostri brand” (sic).
Secondo una indagine di Calcio & Finanza l’interesse in patria per la MLS viaggia a due velocità: se da una parte le presenze negli stadi americani sono salite ad una media di 22.000 spettatori, consentendo al campionato di entrare nella classifica dei sette migliori al mondo e toccando record come i 71.874 paganti per Atlanta-Toronto giocata lo scorso ottobre, dall’altra parte l’audience televisiva per le partite è abbastanza modesta, toccando i 300.000 spettatori spalmati a livello nazionale, sebbene siamo di fronte ad una crescita del 60% rispetto ai numeri del 2000.
Non gioca a favore della MLS  la recente esclusione della nazionale americana dal Mondiale di Russia, una brutta battuta d’arresto per un movimento che nelle ultime due edizioni del campionato mondiale si era spinto con la sua selezione sino agli ottavi di finale.
Nonostante questa batosta e seppur non impetuosa, la crescita della MLS è comunque costante, considerando anche la concorrenza fortissima di sport radicati nelle abitudini e passioni dei tifosi americani quali il baseball, il basket e il football o di campionati esteri come la fortissima Premier. Aspettando Griezmann e i suoi colleghi, ovviamente.

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