Il meteorite Icardi sta impattando sulla serie A

Pubblicato il autore: Giordano Pizzari Segui


Non è l’attaccante più completo al mondo e nemmeno quello più forte, senza doverne nemmeno parlare. Di argomenti di discussione sul fatto di essere il miglior centravanti d’area di rigore in circolazione, invece, ne abbiamo e come. Mauro Icardi è l’evoluzione di un centravantone Francese che a Torino ricordano molto bene. E’ un “Trezeguet 2.0″. Letale come un cobra, ma, a differenza sua, sempre più presente come “uomo-squadra”.

La grandezza di Mauro Icardi

Da Lewandowski, che a 23 anni fece la prima grande stagione a Dortmund, a Luis Suarez, che iniziò a ottimi livelli a 22 anni salvo poi esplodere definitivamente nel Liverpool a quasi 24, passando per i più eclatanti Luca Toni e Diego Milito, affacciatisi su grandi palcoscenici dopo i 27: tanti, troppi sono gli esempi di attaccanti “esplosi” dopo i 23/24 anni. Forse a causa della freddezza psicologica di cui necessita un grande centravanti, specialmente quando si trova di fronte a portieri affermati. Freddezza psicologica che, per forza di cose, difficilmente puoi avere a 20 anni. Ma Mauro Icardi no! Mauro Icardi a 19 anni trafiggeva Buffon per tre volte in due partite. E stupisce proprio per questo: sin dagli inizi “Doriani” ha iniziato a far intravedere qualità fuori dal comune. 33 partite e 11 gol alla prima stagione da protagonista in serie A, con quei tre gol alla futura squadra campione d’Italia che lo pongono sotto i riflettori di mezzo mondo. L’anno successivo se lo aggiudica l’Inter per 13 milioni. E qui, appena ventenne, avviene la definitiva consacrazione! La capacità di smarcamento in area di rigore è a livelli fantascientifici. Mauro Icardi è letale. Difficilmente lo si è visto sbagliare una palla-gol, e difficilmente lo vedremo. Letale è la parola chiave, come sanno esserlo solo i grandi grandi centravanti. Come Gerd Muller, come Van Nilsterooy, come David Trezeguet. Come pochi, pochissimi altri nella storia.

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Centravanti d’area di rigore come pochi, perlomeno “rivedibile” fuori dai 16 metri. O forse no… quest’anno Spalletti gli sta calzando addosso un nuovo ruolo. Come sempre letale in area, utilissimo fuori. Corre, fa a sportellate con i difensori avversari, si sbatte in pressing, fa salire la squadra e lancia in profondità i compagni. Non lo fa come il miglior Harry Kane o Wayne Rooney, ma lo fa. Ed è già un bel segnale per i tifosi nerazzurri. Se continua con questa dedizione, il “meteorite Icardi” si abbatterà sull’intera Serie A. E fermarlo sarà impossibile!

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