Il Milan esonera Montella, storia di un fallimento annunciato

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

Gattuso

Vincenzo Montella non è più l’allenatore del Milan. Dopo  4 mesi dall’inizio della stagione 2017/2018 ieri 27 novembre, Massimiliano Mirabelli ha comunicato all’ “aereoplanino” che non era più il caso di continuare. Dopo 14 giornate di campionato il Milan ha collezionato soltanto 20 punti con 6 vittorie, 2 pareggi e soprattutto 6 sconfitte. 11 punti dal quarto posto e 16 punti dai cugini dell’Inter.

Inutile andare a ripescare i giornali di fine estate, sarebbe soltanto l’ennesimo duro colpo per i tifosi del Milan. Più di 200 milioni spesi per una campagna acquisti che resta obbiettivamente faraonica, portando a casa i migliori giocatori (per rendimento) della scorsa stagione. La società c’era, i giocatori pure, mancava l’allenatore!! Nessuno si è preoccupato in casa Milan di chiedersi se Montella fosse l’allenatore adatto per far fare alla squadra il salto di qualità che il sontuoso mercato imponeva. E’ stata una questione di riconoscenza per i risultati ( super coppa di Doha dello scorso dicembre) che Montella aveva ottenuto, oppure semplicemente la mancanza di alternative? In entrambi i casi l’errore da parte della società resta e probabilmente determinerà la chiusura della stagione rossonera già alla fine di quest’anno.

L’unica speranza resta l’Europa League, ma diciamoci la verità, per salvare una stagione del genere l’unica possibilità è trionfare in Europa entrando così direttamente nella prossima fase a gironi della Champions League. Per questo arduo compito si è scelto Rino Gattuso, bandiera del Milan da giocatore ma con un curriculum da allenatore che non lascia per niente tranquilli i tifosi rossoneri. Esonerato al Palermo, dimissionario a Creta e “fuggito” (giustamente) dal caos Pisa. Una cosa che non manca a Gattuso è il carisma, ma questo basta per allenare una squadra di serie A che ha ambizioni grandi? Lo scopriremo a partire da questa domenica contro il Benevento.

Ma torniamo a Vincenzo Montella.
Questa era la sua grande occasione. Aveva ricevuto dalla società giocatori e fiducia le cose più importanti che un allenatore possa chiedere all’inizio della stagione. Li ha sfruttati male inanellando brutte figure una dopo l’altra. L’unica variabile tattica che ha funzionato (in realtà è stata la stessa dello scorso anno) era “palla a Suso” e poi si vede. Troppo, troppo poco per un allenatore che aveva a disposizione diverse fonti di gioco, dalla difesa al centrocampo fino all’attacco. E’ vero che i giocatori hanno reso meno di quanto si ci aspettasse, ma perchè? E’ l’allenatore che ha il dovere di trovare il modo giusto per farli giocare. Aveva bisogno di più tempo?? Ma quanto tempo serve ad un allenatore per organizzare una squadra? Conte ha vinto al suo primo anno di Juve; il Milan non chiedeva di certo di vincere il campionato ma sicuramente di vincere partite casalinghe come quella contro il Torino o il Genoa o l’AEK Atene.

Il fallimento di Montella parte da lontano. Già lo scorso anno si vedeva chiaramente che non riusciva a far capire ai propri giocatori il suo modo di intendere il calcio. Quest’anno ha continuamente cambiato uomini e moduli in partita generando confusione, quando si sa che se si cambiano tanti uomini in una squadra la cosa principale è farli giocare sempre nello stesso modo per migliorare gli automatisti. Non è riuscito a trovare una posizione efficace a Suso, è riuscito a rendere Biglia (il miglior regista dello scorso campionato) un giocatore incapace di fare 2 passaggi consecutivi a 5 metri, ha reso inefficace Kessie che con la sua esplosività lo scorso anno frantumava le difese avversarie.

Questi sono demeriti dell’allenatore non dei calciatori. Sin dall’inizio di questa stagione era chiara la mancanza di idee precise da parte di Montella, quindi mi chiedo perchè non cambiare subito dopo il derby ? O dopo la sconfitta casalinga contro la Roma? Questo è un demerito della società che ha sperato fino alla fine in un miracolo che risollevasse le sorti della squadra. Il miracolo non è avvenuto e adesso si spera nel messia Gattuso per salvare la stagione.

Folli quelli che parlano di Montella prossimo CT della nazionale italiana. L’Italia ha bisogno di allenatori competenti che possano risollevare le sorti di un movimento ormai allo sbando. Montella non ha nessuna delle caratteristiche utili alla nazionale. La mancanza di personalità e di umiltà sono i principali problemi dell’allenatore da Pomigliano d’Arco. Se riuscirà a colmare queste lacune allora potremmo rivederlo su qualche panchina importante; fino ad allora sarebbe meglio per lui che ripartisse dal basso, magari con qualche squadra senza troppe ambizioni che però ha la necessità di lottare per raggiungere un obbiettivo.
Dopo due anni di Milan lascia sulla sua strada solo macerie che saranno difficili da ricostruire. A Fassone e Mirabelli il duro compito di riportare il Milan ai fasti di un tempo. Tutto il calcio italiano ha bisogno di un Milan competitivo.
Parola a Gennaro Gattuso ora, sperando che non sia l’ennesimo buco nell’acqua.

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