Insigne come Baggio e Del Piero: l’Italia non ama il talento calcistico

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Lorenzo Insigne

Insigne,quanti rimpianto per l’Italia calcistica

Insigne, rimpianto Italia ma è in buona compagnia. In principio furono Mazzola e Rivera, la famigerata di Messico ’70. Indimenticabile, quasi come il 4-3 alla Germania a Città del Messico. Secondo il c.t. Ferruccio Valcareggi i due non potevano giocare insieme. Sandrino bravo anche a difendere, il Golden Boy devastante quando le maglie si allungavano e gli spazi aumentavano. A posteriori non era una cattiva idea, all’epoca furono uova addosso. Evaristo Beccalossi, talento allo stato puro non partecipò ai Mondiali di Spagna ’82. Bearzot  gli preferiva Antognoni e non voleva creare dualismi nocivi al gruppo azzurro. A Italia ’90 c’erano Baggio e Mancini. I due Roberto vissero un’esperienza agli antipodi. Il Divin Codino fu protagonista assoluto, il Mancio non vide mai il campo. A Usa ’94 Roberto Baggio era il leader annunciato. Sacchi lo sostituisce contro la Norvegia e si prende un “Questo è matto” in mondovisione. Baggio però dagli ottavi in poi trascina gli azzurri fino alla finale. Contro il Brasile sbaglia uno dei rigori finali, l’Italia arriva seconda.

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A Francia ’98 è Del Piero la stella annunciata. Ma lo juventino si fa male nella finale persa contro il Real Madrid e Cesare Maldini chiama in extremis Roberto Baggio. I due non giocheranno mai insieme. Del Piero non inciderà e Baggio va vicinissimo al gol qualificazione contro la Francia che diventerà poi campione del mondo. Nel 2006, contro l’opinione di molti, Lippi porta Totti in Germania. C’è anche Del Piero, i due saranno entrambi importanti per la vittoria azzurra. Ma non giocheranno mai insieme, diavolo di un Marcello. Ai Mondiali 2018 l’Italia non ci sarà, anche perché Ventura non ha fatto giocare Insigne contro la Svezia. Italiani, strana gente.

Insigne, l’Italia calcistica riparta da lui

Sarri lo ha messo subito al centro del suo progetto calcistico e negli ultimi tre anni Insigne è diventato il miglior giocatore italiano per distacco. Con Benitez e il suo 4-2-3-1 il folletto azzurro faticava, mentre il 4-3-3 sarriano è il vestito perfetto per Insigne. Una sorta di regista avanzato che parte largo a sinistra con licenza di inventare. Diverso il discorso in Nazionale. Ventura gli ha fatto fare di tutto, dall’esterno di centrocampo alla mezzala. Come può aver fatto un uomo dell’esperienza calcistica dell’ex c.t. a non puntare tutto su Lorenzo il Magnifico? Forse non lo sapremo mai. Un vero peccato per Insigne non essere in Russia. A 26 anni è nel pieno della sua maturità calcistica e sarebbe stato tra i sicuri protagonisti al Mondiale.

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Sarri lo esclude dalle sue rotazioni:“E’ come Messi e Ronaldo, deve giocare sempre. Poi certo se posso risparmiargli 20 minuti ogni tanto lo faccio”. Il riferimento alla sostituzione contro lo Shakhtar Donetsk, altra partita decisa da un meraviglioso gol di Insigne. Lorenzo ha come obiettivo quello di portare in alto il Napoli e di essere il leader tecnico dell’Italia che verrà. Perché siamo convinti che il prossimo c.t. azzurro, chiunque esso sia, metterà Lorenzo Insigne al centro del villaggio. Chi non la pensa così vuole solo il male del già dolorante calcio italiano.

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